20 giugno 2009
C'è una data da aggiungere al calendario festivo caposelese del mese di giugno, una data che segue il falò di quartiere di Sant'Antonio del 13, e la scampagnata alla roccia di San Vito del 15: penultimo sabato del mese "Trionfo al Partenio!". Per il secondo anno consecutivo gli invincibili giovanotti dell'Olimpia Caposele hanno vinto il campionato provinciale di categoria. E' cambiata la categoria, dai Giovanissimi (15 anni max) si è passati agli Allievi (17 anni massimo), ma il risultato finale è stato identico: CAMPIONI!
Potrei scrivere tante cose su questa squadra meravigliosa che ha riempito di orgoglio un intero paese ma in questo momento mi viene in mente solo una frase che Roberto Benignipronunciò alla notte degli oscar del '99. Il nostro comico, quando fù chiamato sul palco a ritirare l'oscar come migliore attore, dopo esserci stato pochi minuti prima per ritirare quello per il miglior film straniero, disse candidamente : "ma che avete combinato? Prima ho già usato tutto l'inglese che conoscevo!". Provo la stessa sensazione, come posso commentare questa vittoria dopo aver usato tutti gli aggettivi possibili per l'insperato successo dello scorso anno? Come posso commentare, l'anno successivo, la riedizione di un evento che, temevo, fosse irripetibile? E' arduo compito ma ci devo quantomeno provare.
Forse potrei partire da un immagine, da un istantanea animata, da un mix di maglie gialle, prato verde e suono di fisarmonica. Mancano pochi minuti alle diciotto del venti giugno. I giocatori ed i tifosi si abbracciano festanti sul prato del Partenio e dagli spalti il suono di una fisarmonica intona ritmi allegri.
Gli addetti dello stadio, gente evidentemente sensibile a questo tipo di gioia, decidono che si può fare festa ed aprono i cancelli, i caposelesi non possono aspettare un secondo di più per abbracciare quella che è, senza dubbio, la più vincente squadra della storia del paese. Al centro del campo i giocatori abbracciano amici e parenti. Chi ride, chi piange. All'uscita del tunnel degli spogliatoi le due squadre che devono disputare la finalissima successiva, quella del campionato "Giovanissimi", attendono, divertite, che la folla liberi il terreno di gioco. Si, è questa l'immagine che noi sportivi caposelesi ci porteremo nel cuore, è questa l'istantanea del trionfo, la festa in campo e sugli spalti, la sintesi della simbiosi tra il paese e questi fantastici ragazzi, l'abbraccio finale che ha dato senso a a tutto.
I nostri ragazzi sono campioni provinciali ancora una volta, hanno vinto senza mai perdere in 23 partite, senza subire nessun gol nelle 5 gare ad eliminazione diretta, dopo aver vinto il girone eliminatorio con 11 punti di vantaggio sulla seconda classificata. Considerando questa stagione sportiva un continuum con quella dello scorso anno, arriviamo a 34 gare consecutive senza sconfitte. I numeri non dicono mai tutto ma, certo, aiutano a capire!
Il cammino per la finalissima era stato una marcia trionfale con il girone eliminatorio vinto con 11 punti di distacco sulla più immediata inseguitrice, 50 punti su 54, nessuna sconfitta e due pareggi esterni con le rivali più accreditate alla vigilia, Calitri e Lioni. Nella fase a eliminazione diretta i nostri sono riusciti a fare addirittura di meglio, pareggiando il primo quarto di finale 0-0 ad Avellino contro la MAS e vincendo poi le altre tre partite (4-0 alla MAS AVELLINO in casa ed un doppio 1-0 all'Eclanese in semifinale). E così, mentre lo scorso anno eravamo arrivati in finale con la convinzione che fosse già un risultato sensazionale e valutando in "scarse" le possibilità di vittoria, quest'anno, forti di questi risultati incredibili, tutti i tifosi si sono convinti che non si potesse che vincere. Il Partenio invaso da più di trecento caposelesi stava a testimoniare di un popolo pronto a far festa.
Quando le squadre sono uscite dal tunnel degli spogliatoi sugli spalti non ci siamo lasciati intimidire dall'altezza media superiore di una decina di centimetri da parte dei nostri avversari; in un certo qual modo abbiamo preso coscienza che l'Homo Caposelesus brilla per altre virtù, non certo per la sua mastodonticità! Ma quando la gara è iniziata ed abbiamo visto la squadra avversaria schierata alla perfezione ed in anticipo su ogni pallone, abbiamo temuto di essere sovrastati e sopraffatti. Frastornati dal tripudio di tamburi, bandiere, palloncini e magliette gialle, i nostri giovanotti sono scesi in campo con le gambe un po' molli e troppo peso sulle spalle. La felicità di un paese intero dipendeva da loro e, si sa, il popolo di Caposele è volubile, ci sono pochi dubbi che una sconfitta avrebbe azzerato tutta la carica di simpatia che la squadra aveva attirato su di se negli ultimi due anni.
Nei dieci minuti iniziali, in cui i Ciccianensi ci sono stati nettamente superiori, è stato questo il pensiero fisso che mi ha tarlato il cervello. Chi diamine avrebbe spiegato ai trecento del Partenio che nel calcio ci stà anche di perdere e chea volte una festa organizzata sulle aleatorie basi di un successo sportivo può anche non svolgersi affatto per mancanza del successo stesso? Guardavo tutti quei ragazzi e ragazze attorno a me che avevano indosso la maglia gialla e già immaginavo la loro uscita mesta dallo stadio. Immaginavo il capo ultrà che arrotolava gli striscioni in silenzio, l'autobus dei tifosi che imboccava l'Ofantina in direzione Caposele nel silenzio dei suoi passeggeri. Vincere è difficile nello sport ma saper perdere forse, lo è ancora di più.
Gli avversari sono sembrati all'inizio decisamente più squadra, padroni del centrocampo e delle fasce laterali. I nostri facevano fatica ad imbastire un'azione e la palla era sempre nei piedi dei ragazzi in maglia bianca. Paralizzati dall'emozione e da un avversario più forte delle attese i nostri non riuscivano a reagire. Il primo quarto d'ora l'abbiamo vissuto in apnea sulla tribuna del Partenio ma poi i nostri baldi giovanotti in completo giallo, saggiamente consigliati da mister Roberto, hanno trovato le contromosse ed hanno iniziato a giocare da par loro. Nel finale del primo tempo i nostri hanno costruito tre palle gol nitidissime ed è finalmente sembrato che la partita stesse prendendo la piega giusta. La spinta degli avversari era andata scemando col passare dei minuti e si aveva l'impressione che la forma fisica dei nostri fosse nettamente migliore.
La ripresa è iniziata con l'Olimpia padrona del gioco in cerca del gol. Ed il gol è arrivato al settimo minuto al termine di un'azione tambureggiante iniziata con una splendida incursione di Piero Ciccone e conclusa con un tiro al volo di Panariello che faceva esplodere la gioia dei nostri tifosi. Dopo il vantaggio i nostri hanno agevolmente controllato il gioco contenendo la flebile reazione del Cicciano e cercando di piazzare il colpo del KO, ma sto 2-0 proprio non ne voleva sapere di arrivare. Almeno quattro nitide occasioni da gol venivano sprecate fino a quando Rocco Russomanno, bomber del girone eliminatorio ma ancora a secco nella fase finale del torneo, rompeva il suo digiuno e regalava ai tifosi in il gol del doppio vantaggio che chiudeva la pratica. Mancavano ancora 5 minuti ma la festa era già iniziata e nulla poteva più toglierci la coppa strameritata.
Al fischio finale la scena che vi ho raccontato in apertura, con l'inattesa invasione di campo, suggellava il trionfo del calcio caposelese e dava il via alla festa.
Che dire dei "calciatori che fecero l'impresa?" Quale complimento potrei aggiungere a tutti quelli che i nostri ragazzi e lo staff dirigenziale hanno già ricevuto? Forse un "grazie" è l'unica cosa che si può dire senza essere ripetitivi o banali. Grazie per averci fatto riesumare dall'armadio le nostre t-shirt gialle, un colore che sembra quest'anno non vada di moda ma che abbiamo ugualmente indossato con orgoglio. Grazie per aver fatto vivere un pomeriggio di gioia a tanta gente. Grazie per aver riavvicinato i caposelesi al calcio. Grazie per avere unito un intero paese che non ha nell'unità la sua dote peculiare.
E se c'è qualcuno che pensa che stiamo un po' esagerando nell'esaltare questa vittoria, che in fondo si tratta solo di un campionato provinciale, che ci sono tanti problemi in paese, ed in generale nel mondo, per stare quì a parlare di una squadra giovanile, beh allora quel qualcuno il prossimo anno non sarà il benvenuto il penultimo sabato di giugno all'ormai istituzionalizzato evento "Trionfo al Partenio!".
J.N. |