Il blog di Guy Fawkes, il caposelese medio e le elezioni!
05 marzo 2007
Disgustato dalle vicende politiche nazionali,
non ho resistito alla tentazione di rispondere a Jerry Notaro su questioni socio-politico
locali fatte su Caposelelibero! Perciò cerco di dare il mio breve contributo
(critico come al solito!) riguardo, in particolare, alla nascita del nuovo blog.
Il fatto che su questo, ad oggi, non ci siano grossi interventi, commenti o
articoli è molto indicativo: secondo me i Caposelesi fondamentalmente
non ne hanno bisogno. Cerco di spiegarmi meglio giusto per non sembrare anch’io
solo uno “sparasentenze”. La linea seguita da caposeleonline mi
sembra più che giusta. Non si può criticare sul piano personale
restando anonimi. Di contro, l’operato di personaggi pubblici, di uomini
che cercano di fare politica, di donne e uomini che vestono e rivestono cariche
popolari, di signore e signori che, in qualsivoglia modo, rappresentano qualcuno
o qualcosa, non può subire interdizioni di nessun tipo. Questo credo
sia risaputo. Per cui tutto quello che si dice riguardo l’attività
svolta da questi è lecito, la democrazia non ne tollera la censura. Se
però le critiche sfociano, come spesso accade, nel privato è diverso.
Una cosa è il confronto libero e civile che ci può essere tra
due persone, altro è nascondersi dietro un nome falso (come faccio io!)
per attaccare e offendere (come spero di non fare io!). “Caposele Libero”
sembra essere nato apposta per farlo. Jerry si augura che il dialogo sia civile,
democratico e si svolga nel rispetto delle persone; senza sfociare nella critica
spicciola e volgare. Ma allora che bisogno c’era di un altro sito?!? Poteva
tutto essere svolto su caposeleonline. O no? E allora perché? Gli intenti
di Guy Fawkes (che nome impegnativo ha scelto!) sono dichiaratamente nobili
ma appaiono inutili nella sostanza.
Il Caposelese medio è diventato solo uno spettatore insofferente e pigro,
è vero. Non sta nemmeno sfruttando lo spazio anonimo offerto. Ma credo
che tutti si stiano ponendo dei seri dubbi riguardo agli scopi di questo sito
nuovo. Come ho già scritto a Jerry in privato, sembra essere una trappola!
Sembra ci sia qualcosa sotto. Forse è per questo che nessuno scrive.
Il Caposelese medio è anche molto diffidente, guarda al nuovo con timore
e sospetto. Per parlare di idee, di argomenti, di concetti, bastava Caposeleonline.
Ci ritroviamo a ridosso dell’elezioni. In effetti, si parla di nomi, di
curiosità, di gossip (direbbe qualcuno). Prima delle elezioni scorse
criticai il nascere di nuovi punti di assemblea (circoli, forum, sezioni di
partito ecc.); tutti hanno avuto vita breve. Grossi cambiamenti non ce ne sono
stati, in nessun campo. Peccando di immodestia posso dire di aver avuto ragione.
Ora gli interrogativi e i problemi sono altri. Bisogna, per questo, porsi in
una maniera diversa, più reattiva, più dinamica e più intelligente,
aldilà di questioni e ripicche personali. Caposele più di prima
ha bisogno di cambiare pagina. La regressione, lenta ma inesorabile, non si
arresta da molti anni. Tutte le promesse fatte non sono state mantenute. Hanno
fallito tutti. O meglio, abbiamo fallito tutti. La “seletudine”,
spiegata, in maniera troppo sapiente e minuziosa, da Gerardo Ceres, è
sotto gli occhi di tutti. Negli anni scorsi molte sono state le occasioni per
uscire da questi schemi viziosi. Mai le abbiamo sfruttate e mai le abbiamo colte;
abbiamo favorito l’apatia e il decadimento generale. I giovani non hanno
voglia di fare. Gli spazi ci sono, le opportunità non mancano. A mancare
è la voglia. Le vecchie classi dirigenti (non solo in ambito politico)
non ci hanno messo nulla per mutare questo stato di cose. Non c’è
stata una spinta al rinnovamento, nemmeno da quelle parti da cui era facile
aspettarselo. La Sinistra è sparita, la Destra non è mai esistita.
Allora che bisogna fare? Questo mi chiedo da un po’. La risposta non è
semplice ed io come gli altri non ho la bacchetta magica. Non c’è,
secondo me, occasione migliore delle elezioni amministrative per rianimare il
dibattito e la discussione. Solo il dialogo ci può salvare! Almeno questa
volta non lasciamoci fregare dalla “seletudine”! Non questa volta!
Don Pedro de Castro y Figueroa