Il problema della droga a Caposele

di Mark Renton (Trainspotting)

20 gennaio 2004

Adesso basta su questo sito voglio parlare di un problema che nel nostro paese si ha paura ad affrontare apertamente. Questo problema è la droga:non mi riferisco alle canne, ma all'eroina e alla coca, che da qualche anno sta attraendo parecchi ragazzi. Mi sono sempre chiesto come mai si fosse arrivati a questa situazione, poi ho capito che chi le usa altro non vuole che essere ammirato, vuole poter dire "faccio qualcosa di unico che voi altri avete paura di fare", vogliono essere qualcuno, o forse hanno effettivamente problemi.

Ma la cosa che mi fa piu male è vedere chi sta attorno a loro esaltandoli, facendoli essere al centro dell'attenzione, magari per poter vantarsi con i compagni/e di scuola di frequentare persone che hanno problemi, che sono piu sensibili, che vogliono aiutarli. Ma è proprio questa merda che sta attorno a loro a rovinarli ancora di più. Non voglio dire con questo che questi ragazzi devono essere emarginati.Ma non bisogna cadere neanche nel loro gioco e cioè quello di farli diventare "eroi".

Ciao. Spero rispondiate in tanti.

21 gennaio 2004

Mi scuso per la forma del messaggio, ma l'ho scritto un po di fretta, cmq il succo è che bisogna smetterla di esaltare chi si fa, solamente per poter sperimentare il fascino del proibito (sulla pelle di chi si droga),o semplicemente per sentirsi migliori di altri che hanno scelto una vita "normale" .Non si aiutano cosi, gli si fa solo del male. Pensateci.Ciao e rispondete.

Mark Renton


L'articolo di Mark Renton ha fatto risvegliare le coscienze di molti. E' evidente che tante persone hanno a cuore l'argomento droga e noi non possiamo far altro che dare spazio agli sfoghi dei caposelesi. Seguono dunque le risposte a Mark che sono giunte, e continuano ad arrivare, numerose.


21 gennaio 2004

Che nessuno abbia voglia di affrontare l' argomento questo è certamente vero. Su questo sito ho sentito parlare del problema dell 'ambiente come se vivessimo in una realtà industriale piena di scarichi inquinanti e falde acquifere putride, ho sentito di problemi legati al calcio, al traffico e via dicendo. Mi è sembrato di trovarmi nel film di Benigni Jonny Stecchino quando si trova a Palermo e lo zio gli spiega i problemi della città e di tutto parla fuorchè della mafia.

E' inutile negare che attualmente è la droga la piaga del nostro paese e dei paesi vicini. Ma cosa credevamo che non sarebbe mai arrivata, che le piaghe della moderna società fossero solo qualcosa trasmessa dalla TV, come le soap e i quiz stupidi? Abbiamo vissuto per anni nell 'illusione che avremmo per sempre respirato la nostra aria pura, bevuto la nostra acqua limpida e cristallina, passeggiato per i nostri boschi fatati ed eravamo convinti che ci saremmo abbuffati del solo benessere della società moderna senza beccarcene i lati negativi. Ed invece la modernità ci è piovuta addosso come una piaga biblica, e le locuste hanno iniziato ad infestare i nostri campi di grano. Il preambolo forse è eccessivi ed insensato ma ora vengo a te MARK RENTON.

Hai detto che volevi affrontare l' argomento della droga ma quando la farai, nei prossimi giorni? Sei riusciti a condensare in poche righe tutto ed il contrario di tutto senza dire niente. Complimenti!!! Dici che chi si droga lo fa per poi vantarsene ma questa tua affermazione mi sembra una grande cavolata, non mi sembra che a Caposele chi si fa poi lo vada a dire a tutti. Hai mai pensato che chi dice di avere problemi magari li ha davvero? E che chi dice di volerli aiutare voglia davvero dare loro una mano?

Se vogliamo davvero fare qualcosa contro la droga non dobbiamo perdere tempo a chiederci il perchè stia infestando il nostro paese, perchè la risposta è semplice e lapalissiana: ha infestato tutto il mondo e Caposele, forse non lo sapete, fa parte di questo pianeta. Non so come fare ad evitare che i nostri ragazzi inizino a bucarsi e scordatevele quelle favole per cui se si rimuovono i problemi, le situazioni di disagio, se troviamo un lavoro a tutti la gente la smetterà di rifugiarsi nella droga. Chi si droga lo fa perchè gli piace, non perchè si vuole autodistruggere: Proprio tu Mark Renton dovresti saperlo, sei tu che nel film dici: "prendete il miglior orgasmo che avete mai avuto, moltiplicatelo per mille e nemmeno ci siete vicini" parlando dei piaceri che dà una dose. E ancora più stupide sono le assemblee che puntualmente si organizzano per "affrontare il problema droga", piene zeppe di bigotti pronti a dire la loro per farsi belli davanti alla gente (che puntuale accorre numerosa) salvo poi tornare a casa e dire ai propri figli di non frequentare alcuni tipi perchè in giro si dice che sono tossici.

Se vogliamo davvero fare qualcosa contro la droga smettiamola di fare i puritani, innanzitutto, e poi diamo uno sguardo attorno a noi e cerchiamo di dare una mano a chi ha bisogno. Senza una ricetta preconfezionata, senza cercare un "libretto di istruzioni per aiutare i drogati", senza moralismi di sorta.

Il Moralista


22 gennaio 2004

Finalmente qualcuno a risposto al mio messaggio, sono molto contento di cio' e le tue critiche caro moralista mi fanno molto piacere, perchè mi permettono di affrontare lo spinoso argomento.
Per quanto riguarda il tuo commento devo dire che sono d'accordo con te quando dici che la droga è un fenomeno globale e quindi prima o poi doveva toccare anche caposele,pero' penso sia importante invece capire cosa spinge a ficcarsi un ago nelle vene. Non credo che basti semplicisticamente dire chi si droga lo fa "perchè gli piace":sicuramente il piacere è un elemento importante ma dimmi sinceramente se ,per esempio (cosa che non ti auguro),tu avessi il diabete la prima cosa che fai è non mangiare più zuccheri, perchè sai che fine faresti se li continuassi ad assumere; allo stesso modo se sai che bucarti ti puo' uccidere, è sicuro che lo fai solo per piacere? Alla fine si sa dopo un po' anche quello passa,e inizia la dipendenza.

Chi si fa, o meglio chi inizia, secondo me è perchè oramai ha trovato, o trova, nella droga la sua identità: se nn si facesse più lui non sarebbe più nessuno.Pensaci caro moralista e vedrai che purtroppo non mi sbaglio.se vuoi ti faccio un esempio:immgina una classe,sai che ognuno occupa un ruolo(c'è il secchione, il ribelle il fighetto ecc), ognuno di loro ha determinati compotamenti e sono questi ultimi che determinano il ruolo in quel contesto:se uno di loro inizia a comportarsi diversamente, cambierà il suo ruolo e conteporaneamente la sua identità(pensa al secchione che improvvisamente smette di studiare e fa casino ecc.)e questi apparirà diverso anche agli occhi degli altri.ritornando a chi si droga la dinamica piu o meno è la stessa:loro hanno assunto quel ruolo e agli occhi degli altri appaiono qualcuno solo comportandosi cosi'.


Poi devo dire che il mio primo messaggio è stato piu che altro una provocazione, un modo per agitare le acque.
Infine nn posso nn essere d'accordo con te â proposito delle assemblee che periodicamente si fanno: come dire un modo per lavarsi le mani soprattutto da parte delle istituzioni, senza avere il coraggio di attivare dei veri programmi di recupero con esperti del settore.
Dimenticavo, ti ricordi come finisce il Trainspotting??Alla fine della storia io "scelgo la vita". Ciao a tutti. Scrivete.

Mark Renton


18 febbraio 2004

Mi sono deciso, troppo tardi, ad intervenire sul problema droga. Vorrei apportare il mio modesto contributo alla web-discussione tra Mark Renton e Il Moralista. Dico subito che hanno entrambi le loro ragioni, soprattutto riguardo al fatto che nel nostro paese se ne parla poco e male. Mi sconvolge, però, la diatriba riguardo al perché ci si droghi. Innanzitutto non credo ci sia una regola ben precisa sui motivi per cui drogarsi. Ogni tossicodipendente (o drogato che dir si voglia!) può avere un suo motivo per farlo. Sulla bellezza del drogarsi nutro forti dubbi, se fosse così bello lo farei anch’io! Può esser bello le prime volte, e forse neanche allora. Il Moralista forse gira poco nei luoghi affollati, o forse, vive su una colonna come i vecchi saggi; sembra strano che non abbia mai sentito nessuno vantarsi del suo uso (saltuario, affermano!) di stupefacenti! Non fanno tutti a questo modo ma ce sono, credimi! Un’altra boiata (sempre a mio modesto parere) è quella secondo cui se si rimuovono i problemi, cosiddetti sociali, non ci sia un arresto del problema. La rimozione di questi problemi, certo, non aiuterebbe quelli che si drogano per il gusto del bello o quelli che lo fanno per vantarsene. Aiuterebbe, però, alcuni che cadono nella routine del paese, stando al bivacco perché non c’è nulla che possano fare. Mi trovo d’accordo, come predetto, su alcuni punti fondamentali: dal Mondo non è possibile prendere solo ciò che c’è di buono. La droga è una piaga di tutte le società moderne, era difficile tenersi fuori! Bisogna anche dire, ad onor del vero, che non ce n’è stata nemmeno la forte volontà che occorreva. Ancora oggi le istituzioni tendono ad ignorare il problema, fanno finta di nulla. Ogni tanto si fa un’assemblea-sfilata per parlarne, salvo dimenticarsene appena fuori! Ai giovani non bisogna spiegare che la droga è brutta e che la droga fa male. Bisogna dare scelte valide, alternative serie. I problemi si risolvono alla base, bisogna eliminarne cause e concause. E’ inutile parlarne sul sito, noi possiamo sol sollecitare tutte le Istituzioni affinché si muovano, affinché arginino il problema.
Questo pensa
Don Pedro

Don Pedro de Castro y Figueroa


19 febbraio 2004


Hai ragione su tutto!
Quello della droga è un problema molto serio, e a mio parere sarà tale fino a quando "farsi le canne" non sarà più una moda o uno stile di vita per apparire "alternativo e controcorrente", perchè fino a prova contraria pare che "alternativo e controcorrente" oggi sia chi non ha mai fatto uso di droghe in un paesino come il nostro, dove il 60% dei giovani ne fa uso!
L'uso di sostanze stupefacenti ( e quindi anche l'abuso di alcool, che non è da sottovalutare)non sarà più un problema a Caposele quando chi di dovere metta da parte le ridicole assemblee (che non portano a nulla se non al desiderio di sentirti ancora di più estranei ad una folla di Sapientoni, che non sanno un cazzo di chi si droga e forse neanche gli interessa)e ci si impegni nel risolvere le possibili cause di malessere del giovane tipo di Caposele (disoccopazione?)perchè a mio modesto parere un valido aiuto per la risoluzione del problema e evitare che chi non si drogha ancora lo faccia. Pare che ultimamente solo se ti droghi s'interessano di te, e non è una sensazione molto positiva da trasmettere!

Sana di mente


19 febbraio 2004

sono d'accordo con tutte e due e vi ringrazio di aver risposto. io credo che bisogna parlarne sempre di piu' x spingere queste cazzo di istituzioni a fare qualcosa. grazie e continuiamo questa battaglia insieme. ciao.

Mark Renton


12 marzo 2002


Ciao Mark, innanzitutto scusami se rispondo tardi al tuo invito, ma...mi sarei sentito cmq in dovere di intervenire, però non in veste di giornalista o psicologo della situazione, ma da semplice osservatore del problema. Il mio dovere nasce dal fatto che indirettamente ho conosciuto il problema, molto molto da vicino, è quello che mi va di dire a chi leggerà quest'articolo è qualche parola di speranza( x chi ne a bisogno), xchè da quello che ho potuto osservare mi sembra utile stare vicino a queste persone, chiedergli COME STAI?(Perchè ti assicuro che nessuno lo fà, e vogliono sentirselo dire, ...ma dal cuore), è utile avere speranza e offrire speranza. Ma tutto ciò non basta!!!tutto ciò non è sufficiente!! Sono purtroppo persone furbe, è credono di esserlo ancora di più e di uscire quando lo vogliono, quando lo desiderano, poi avanti quando la droga avrà assorbito la loro vita tutto diventerà più difficile. Queste persone vivono una realtà in cui sono costretti a dire bugie, per motivi di ordine pratico(otte aro)e perchè gli altri ti osservano, sanno cosa uno fà, e allora ti guardano, e TU TI SENTI GUARDATO. Esistono però gli apporti specialistici, questo significa fare un percorso non solo di disintossicazione fisica, quanto di quella interiore della sostanza.Questo si deve riuscire a far perdere nella mentalità del giovane, si esce dalla droga solo quando la si supera nella testa, se ne viene fuori solo quando uno lo decide dentro di se, se trova ragioni per farlo. E' difficile uscire da una certa mentalità ,, vuol dire non pensarci, trovare altre cose, perchè la droga ti assorbe, ti prende , ti riempie le giornate, la vita. Con questo spero di aver trasmesso anche che veramente non ne vale la pena!! Guardatevi intorno, chi è veramente felice?? Per tutti però c'è una via d'uscita, una speranza, per fortuna abbiamo avuto casi nel nostro paese di persone che si sono rivolte alle Comunità e che c'è l'hanno fatta, questo qualcosa dovrà significare. In Comunità c'è amore, ti senti amato da tutti, ed è per questo che c'è solo una grande tristezza. Ci sono persone specilizzate, gl' incontri sono qualcosa di magico ti cambiano la vita, qualcuno vi ascolterà, vi darà fiducia aprendovi alla speranza. Ricordatevi da solo non c'è la mai fatta nessuno. MarK Renton il problema non è capire cosa spinge una persona a drogarsi, il problema se davvero t'interessa è capire come o cosa fare perchè qualche tuo amico che a di questi problemi prenda la giusta strada prima che sia troppo tardi. e poi per favore lasciate stare gli orgasmi moltiplicati per mille, perchè qualcuno più vicino di uno schermo del cinema, mi ha detto che quella schifezza non ti da niente, TI SVUOTA SOLO. Con tutto questo spero di aver dato solo qualche speranza a qualcuno, è ricordate F.De Adrè diceva: "Dal letame nascono i fiori"

Generis


12 marzo 2002

Grazie generis x aver risposto.Quello che scrivi e' verissimo.L'inizio di un percorso terapeutico èfondamentale x poter uscire da quella merda, ma penso sia anche importante cercare di prevenire di evitare, che si venga a contatto con sostanze "pesanti"(che poi Fini con la sua legge metta tutto sullo stesso piano ètutto un altro discorso).
Io nn voglio fare lo psicologo o il giornalista:io nn ho soluzioni o consigli da dare.NN sono un esperto. Quello che mi preme è smuovere un po' le acque fare in modo che si parli di quanto succede, che si attuino programmi di recupero e prevenzione. Voglio che il nostro comune nn stia fermo a guardare o fare delle paternali, ma che si impegni in azioni serie e mirate con esperti.
Percio' caposelesi se le parole se le porta il vento, allo stesso modo le parole portano il "vento" per cambiare le cose.Scrivete. ciao

Mark Renton


14 marzo 2002

Molti vogliono quello che vuoi tu,anch'io, ma perchè non ti fai promotore di quest'iniziativa e ne vai a parlare personalmente al comune?

Generis