di DONATO GERVASIO
La tramontana
non c’è più a congelarci la faccia. Il turnover con lo scirocco
è avvenuto come da regolamento, senza scorrettezze. I fiocchi di neve
che erano caduti così in abbondanza da farci fare a palle per dieci giorni
consecutivi si sono sciolti anche nei nostri pensieri. Non è più
inverno, signori. Siamo in estate, anche se senza il supporto del solstizio,
che avviene il 22 di giugno. Sembra ieri che ci si raccoglieva attorno ad un
camino, con tanto di caldarroste a scoppiettare sul fuoco, un tressette, una
briscola. Adesso invece è il tempo di un bel gelato al gusto di caffè
e cioccolato, una lattina di tè verde, una cedrata con ghiaccio abbondante.
Il ricambio è avvenuto, anche se noi ce ne siamo accorti poco. Siamo
in estate, ragazzi, quel pezzo di stagione in cui le case discografiche ci danno
su a produrre quei brani che tormentano fino al 31 agosto e poi svaniscono;
quel pezzo di stagione in cui l’esuberanza è alle stelle che ti
può succedere di tutto; quel pezzo di stagione che è come una
puntina imprecisa che ti solca l’anima con dislivello, lasciandoti un
segno a volte leggero, superficiale, a volte più profondo, che arriva
fino all’osso. Quanti ricordi abbiamo delle estati che abbiamo vissuto.
Quante volte ci capita di ascoltare una canzone, o solo di vedere un oggetto,
un qualcosa, che ci ricollega a questa o quell’estate. Quegli a volte
insopportabili déjà vu, piacevoli, sgradevoli. Tutto è
la conseguenza di quel solco che ha prodotto quell’imprecisa puntina.
E’ la stagione dell’anno che più ti segna nel profondo.
L’estate è inconfondibile. In questi giorni estivi, ma solo per
le temperature, già respirando quell’aria calda ed intrisa di polline
e di quei profumi che la natura emana solo quando la colonnina di mercurio rasenta
i 30 gradi, sembra di rivederla davanti come proiettata in un maxischermo, con
la sfarzosità delle banchettate delle sagre popolari, l’allegria
del torneo locale di calcio, l’euforia della festa del santo patrono.
Quegli avvenimenti che l’anno dopo li ricordi anche perché quel
giorno ci avevi provato con successo con quella, o avevi inseguito invano quell’altra.
Si sa, l’estate è la migliore amica dei flirt ed è in sua
presenza che più si manifestano. La vita sentimentale di ognuno è
concentrata maggiormente in quei due o tre mesi di ogni anno della sua vita.
L’estate spesso è la migliore amica della felicità.
Purtroppo, in qualche angolo di questo nostro mondo, c’è chi la
felicità non riuscirà a raggiungerla nemmeno in estate, prigioniero
della sofferenza, della tristezza, della solitudine. Un pensiero va anche a
loro, sperando che primo o poi arrivi anche per loro un giorno migliore.