Riflessioni sulla presenza militare italiana in Iraq
I luttuosi eventi delle ultime settimane impongono, a mio avviso, una riflessione anche nelle nostre piccole comunità; anche perché è proprio in queste che le varie forze armate attingono intelligenze e manovalanze. In questi giorni sono state dette troppe cose su quei soldati morti tragicamente in Iraq, molte di queste cose sono frutto del dolore e delle emozioni del momento.
Molte verità sono state taciute per varie ragioni. Si è parlato, in maniera abusata, di eroi che difendevano la pace per descrivere le povere vittime dell’attentato. Volendo analizzare la situazione si può dire, con una certa sicurezza, che molti di loro erano lì solo per guadagnare dei soldi in più sullo stipendio. Dicendo questo non credo di affermare il falso e non affermo qualcosa di male nei confronti dei militari. Non c’è nulla di sbagliato in questo. Ora dopo il dolore e il cordoglio viene da chiedersi perché sono morte diciannove persone in quel modo e soprattutto in quel posto. I militari americani stanno facendo la loro guerra per accaparrarsi le ultime risorse petrolifere esistenti: ci hanno mentito quando parlavano di armi chimiche, di libertà, di miseria e di povertà. Le armi chimiche non sono state trovate e il popolo iracheno vive in condizioni non migliori di prima! Questa non è un’opinione, è la realtà.
L’Esercito Italiano e i Carabinieri cosa ci fanno laggiù? Perché devono difendere la Pace mentre gli Iracheni sono in guerra con gli Americani (per loro solo invasori)? Perché dobbiamo per forza farci considerare alla stregua degli Americani? Gli Iracheni, paradossalmente, hanno cominciato la loro guerra quando bush (non è un errore la “b” minuscola!) ha dichiarato la fine delle ostilità. E noi che ci facciamo in mezzo? Gli Stati Uniti hanno i loro interessi, noi? Loro, ora che sono in difficoltà, col fantasma del Vietnam nella mente, hanno aperto la strada ad un’ipotesi NATO sul territorio iracheno. Prima volevano fare tutto con i mezzi propri, volevano esportare la democrazia (e poi chi ha detto che sia la miglior forma di governo?!), difendere i diritti degli oppressi; ora perché hanno cambiato idea? Perché, vista tutta la magnanimità del governo U.S.A., non si occupano di altre tirannie e di altri popoli sfruttati? In Africa ce ne sono tanti perché lì non si fa nulla? Perché l’America invece di spendere milioni di dollari per la guerra in Iraq non li spende per il rilancio del continente nero? E perché il governo italiano è sempre pronto ad appoggiare gli Stati Uniti? Se ci sono delle “promesse petrolifere” post-guerra dovremmo saperlo, così saremo tutti pronti al sacrificio in nome di qualcosa almeno!
Morire per niente è brutto, anche se dopo ti fanno i funerali di stato. I funerali di stato servono solo a pulire la coscienza dello stato stesso. Riflettiamo su questo. Non facciamo che la morte di tante persone innocenti sia stata vana.
Reagiamo! Non subiamo tutto con apatia italiana! Onore ai caduti!
25 novembre 2003
Don Pedro de Castro y Figueroa
Quando scende in campo Don Pedro la discsussione si anima subito. Dopo poche ore è infatti giunta la prima replica.....
Le
tue parole hanno dimostrato grande ignoranza e immaturità nei confronti
della politica e senso di non rispetto nei confronti dei caduti di Nassirya.
Sei inascoltabile, sei un ignorante. Questo solo perchè tu sei estremamente
di parte. E' una cosa che ho capito da subito ed è di grande evidenza.
Non è questo il modo più appropriato per esprimere la tua antipatia
nei confronti della destra politica e, quindi, dei vari Bush e Berclusconi (in
quanto stato). Poi tralatro se a mandarli fosse stata la sinistra tu faresti
tutta un altra politica. Tu sei un ignorante, lo ripeto ancora. Stai sparlando
e risparlando su cose assolutamente assurde e soprattutto su delle persone che
non ci sono più e che, al contrario dei tuoi stupidi pensieri, sono morti
con il tricolore sul braccio. Questo purtroppo (ce nesono molti come te) non
lo capisci. Che gli States sono li per rubarsi il petrolio a noi adesso non
interessa. Noi abbiamo perso 19 connazionali che si trovavano li, mandati da
chiunque, questo non importa, e sono dovuti morire con il fucile e il tricolore.
Sono morti per la patria. Loro lì rappresentano noi. Rappresentano gli
italiani. Che Berlusconi ha sbagliato a mandarli a noi non può interessarci.
Non è un argomento che può essere approfondito da noi. Chiunque
li avrebbe mandati.
Onore e solo onore a LORO!
firmato BAGGIO
da Sau Paolo
....ed eccovi l'inevitabile controreplica di Don Pedro
“Baggio” ha capito tutto di me! La sua risposta, sintatticamente perfetta, grammaticalmente impeccabile, e le sue geniali intuizioni hanno lasciato trasparire la sua intelligenza e la sua istruzione! Mi spaventa quasi il rispondergli. Lo faccio comunque e spiego subito a Baggio che le precedenti righe sono scritte in forma ironica; spiegazione dovuta giacché capisce “assi per figure”! Non credo che dal mio articolo si evinca un non rispetto nei confronti dei militari assassinati; che io sia di parte è vero (Baggio, con la sua perspicacia l’ha capito subito!!!) ma non credo sia questo un problema, chi non è di parte scagli la prima pietra!
Nutro antipatie verso Bush e Berlusconi
(non solo in quanto stato!), anche questo è vero, ma non volevo esprimere
solo questo! Non faccio politica e non “sparlo e risparlo” semmai
scrivo e riscrivo in maniera critica e attenta le mie impressioni (che in tanti
casi sono palesi, davanti agli occhi di tutti!). Non si può affermare
che gli States sono lì per rubare petrolio e, al tempo stesso, dire che
non deve interessarci chi ha mandato i nostri militari e perché! E poi
perché si continua a ripetere che sono morti per la patria? Quale patria?
Quella americana? Ma quella non è la nostra Patria! Noi siamo Italiani,
se qualcuno muore bisogna chiedersi il perché. Bisogna chiedersi il per
come. Tutti abbiamo definito, erroneamente, l’attacco alla caserma dei
Carabinieri
un attentato. Abbiamo imparato, purtroppo, che gli attentati sono sempre rivolti
ad obbiettivi civili, ad innocenti. I soldati italiani, ci piaccia o no, stanno
occupando militarmente, vale a dire armati di tutto punto, un territorio straniero,
una patria straniera. E’ difficile intendere un’occupazione post-guerra
di un territorio una missione di pace!
Quello alle nostre truppe è stato un ulteriore atto della guerra tra
l’Iraq e i suoi invasori. Così vede la situazione il popolo iraqueno.
E’ difficile, in questa fase, decidere il da farsi; possiamo, anzi dobbiamo,
interrogarci sui perché della nostra presenza laggiù. E’
giusta o meno? E’ giusto che siano morti diciannove nostri militari senza
ragione, lontani dalla Patria e non per la Patria? Ai posteri l’ardua
sentenza!
2 dicembre 2003
firmato: Don Pedro de Castro y Figueroa
Ho seguito la polemica tra Figueroa e Baggio e devo dire che ci sono molti commenti intelligenti, ma nello stesso tempo volevo dire a baggio, che quei militari non sono morti per la patria in quanto noi non eravamo in guerra, ma per la stupidità e l'ignoranza di un governo servo degli USA. Un governoche non è capace di esprimere una politica estera in linea con l'europa e che manda ragazzi e padri di famiglia, di fronte al pericolo facendoci credere che sia tuotto ok. Loro sono morti, ma non da eroi( l'eroe è solo una scusa per placare il dolore delle famiglie, un 'altro insulto alla lora memoria), sono morti da uomini che con coraggio hanno dovuto accetare le decisioni di un governo incompetente.Percio' per ricordarli dobbiamo ci deve interessare il fatto che berlusconi ha sbagliato.Pensa sulle cose senza essere di parte.ciao a tutti i caposelesi.
3 dicembre
firmato: Salvatore momentaneamente belga
Che la mia risposta è
stata grammaticalmente disastrosa è verissimo. Ho scritto con troppa
fretta e quindi è capitato!
Del resto non mi va più di trattare certi tipi di argomenti con te! Resta
sulle tue idee. Non confrontarti con le mie... non andiamo daccordo! Sei estremamente
di parte. Basta così!
3 dicembre
firmato: Baggio da Sau Paulo
Trovo giusto tributare onori ai nostri caduti. Trovo doveroso il lutto nazionale. Sono convinta che l'accaduto fosse prevedibile e, dunque, evitabile. Ritengo, pertanto, il nostro governo in massima parte responsabile dell'accaduto. Mi indigno perche' delle troppe vittime civili che questa inaudita guerra ha sterminato in Iraq troppo poco si e' parlato (e troppo poco e' un eufemismo). Dicono che indignarsi fa bene all'animo, in questi casi mi riesce difficile crederlo.
(Condivido in buona parte quanto detto da Don Pedro de Castro)
7 dicembre
firmato: Saudade