Liceo occupato!
Ancora
una volta la sede
caposelese in fermento…
Reportage dal cuore della protesta, a cura di
Donato
Gervasio
Caposele, 22 novembre 2002
È
vero che a novembre le foglie cadono, l’uva diventa vino e puntuale come
sempre arriva l’occupazione, ma le foglie che ogni anno cadono non sono mai le
stesse dell’anno precedente.
Ancora
una volta l’occupazione regna sul liceo F. De Sanctis di Caposele.
Infatti
dal 14 novembre la struttura annessa alla principale di Sant’Angelo dei
Lombardi ha intrapreso questa particolare forma di protesta.
La
causa principale: LA RIFORMA MORATTI.
Questa
riforma, approvata il 14 marzo 2002,andrà incontro a varie conseguenze:
“privatizzazione”
delle scuole con conseguente creazione di una serie di gerarchie
all’interno della stessa, quindi si creeranno insegnanti e scuole di serie
A e di serie B;
l’inizio
della scuola dell’infanzia a 2 anni e mezzo, la scuola elementare a 5 e
mezzo, la media a 10 anni e mezzo, quindi tra i 12 e i 13 anni bisogna
scegliere tra i licei e gli istituti professionali;
non
ci saranno più titoli di studio uguali per tutti;
ci
sarà un insegnante “TUTOR”, coordinatore di tutte le materie di una
classe; perciò i ragazzi si dovranno adeguare a un metodo di studio
oppressivo e pesante;
una
cosa è certa: saremo l’unico paese europeo dove si impone, non di
aumentare, ma di abbassare l’obbligo scolastico.
ci
sarà un privilegio dello stato, nei confronti degli istituti privati a
scapito di quelli pubblici e un abbassamento del livello culturale senza
precedenti.
-“Siamo
nel 2002. Perché tagliare i fondi economici alle scuole pubbliche (che vivono
in un disagio perenne) privilegiando quelle private che già godono di una
situazione ottimale?” -queste
le parole dei rappresentanti degli alunni Giuseppe Cifrodelli e Romeo Nesta- “quella
che abbiamo intrapreso è una delle forme di protesta più forti che gli
studenti possano attuare; siamo convinti che attraverso una serie di
manifestazioni e la produzione di documenti e volantini, atti ad informare
l’opinione pubblica, ci risulterà più facile far arrivare il nostro pensiero
a chi ha il diritto-dovere di sapere.
Commenta
un’alunna: “-Socrate,
grande maestro di vita, ci ha insegnato che gli ideali e il credo non si
abbandonano mai nella vita, anche a
costo di “morire”. E come non credere al pensiero platonico che il
filosofo per tutta la vita ha ricercato: lo STATO IDEALE.
Ma
dov’è questo stato ideale?E’ lo stato dei forti che vuole prevaricare i più
deboli, è lo stato che non garantisce pari opportunità, è lo stato che a
dispetto delle tante protesta del mondo della cultura ha “messo i
paraocchi”?
Se
è questo lo stato ideale, come non l’ha mai trovato Platone, forse non lo
troveremo mai neanche noi (ma abbiamo il dovere di crederci)”.
Secondo
un’altra alunna: -“Il
futuro è nelle mani della nostra generazione e noi giovani vogliamo credere in
un futuro migliore, nel quale ci possa essere uno stato che garantisca a tutti
lo stesso percorso formativo, uno stato che possa abbattere le barriere tra
“nord e sud”, tra le famiglie danarose e meno”.
La
cultura non è solo quella dei banchi di scuola, ma la vera cultura è quella
della vita che apre gli orizzonti ad uno scenario più vasto; questa è la
cultura che non deve privare i docenti della libertà di insegnamento, e che non
deve soffocare in noi giovani la libertà di pensiero, di parola,… e di
azione.
Secondo
tutti:-“ La nostra scuola ideale è ben diversa da quella della Moratti:
la “nostra” scuola è quella in cui tutti, di qualsiasi nazionalità, di
qualsiasi reddito, di qualsiasi religione, possano crescere, acculturarsi,
imparare …………”
Bilancio di un’occupazione
I rappresentanti dell’assemblea studentesca ci raccontano gli eventi della protesta.
Caposele: 23 novembre 2002.
L’occupazione
volge al termine, ma non le proteste.
I rappresentanti degli alunni, portavoce della maggior parte degli studenti, tracciano il bilancio.
“È stata un’esperienza positiva, che ci ha aiutato a crescere e che porteremo nel nostro bagaglio culturale.” - commentano i due presidenti dell’assemblea studentesca Romeo Nesta e Giuseppe Cifrodelli – “Non riteniamo questi giorni sprecati. Sono stati dieci giorni di scuola alternativa. Ci siamo organizzati in gruppi di lavoro e ricerca, atti a studiare la RIFORMA MORATTI. Abbiamo le idee chiare in merito a come continuare ad opporci a queste ingiustizie intraprendendo nuove forme di protesta, che intenderanno mantenere la stessa determinazione. Porteremo tra i banchi di scuola la discussione e parteciperemo alle future manifestazioni che si terranno (n.d.r. Roma 6 Dicembre). Abbiamo cercato di sensibilizzare la cittadinanza tutta attraverso volantini, documenti e articoli giornalistici.”
“Le varie discussioni che si sono aperte nel paese” – aggiungono i due portavoce – “ci inducono a pensare che il problema sia stato recepito e quindi parte della popolazione sensibilizzata.”
Molto democraticamente i ragazzi hanno deciso di lasciare un piano dell’istituto, quello inferiore, a disposizione degli studenti che erano contrari a questo tipo di protesta. Il numero esiguo (25 su 150) ha svolto regolarmente le lezioni giornaliere
"Oggi sarà svolta una manifestazione pacifica" -riprendono - nella quale saranno ricordati anche i caduti del tragico terremoto del 1980. Noi giovani vogliamo un mondo migliore, dove libertà e uguaglianza siano uguali per tutti."
Con queste belle parole concludo invitandovi semplicemente a sostenere questi ragazzi che non chiedono altro che vivere un insegnamento competente, adeguato e sereno.
Donato Gervasio