Liceo occupato!

Ancora una volta la sede caposelese in fermento…

 

Reportage dal cuore della protesta, a cura di

Donato Gervasio

 

Caposele, 22 novembre 2002

 

È vero che a novembre le foglie cadono, l’uva diventa vino e puntuale come sempre arriva l’occupazione, ma le foglie che ogni anno cadono non sono mai le stesse dell’anno precedente.

Ancora una volta l’occupazione regna sul liceo F. De Sanctis di Caposele.

Infatti dal 14 novembre la struttura annessa alla principale di Sant’Angelo dei Lombardi ha intrapreso questa particolare forma di protesta.

La causa principale: LA RIFORMA MORATTI.

Questa riforma, approvata il 14 marzo 2002,andrà incontro a varie conseguenze:

 

-“Siamo nel 2002. Perché tagliare i fondi economici alle scuole pubbliche (che vivono in un disagio perenne) privilegiando quelle private che già godono di una situazione ottimale?” -queste le parole dei rappresentanti degli alunni Giuseppe Cifrodelli e Romeo Nesta- “quella che abbiamo intrapreso è una delle forme di protesta più forti che gli studenti possano attuare; siamo convinti che attraverso una serie di manifestazioni e la produzione di documenti e volantini, atti ad informare l’opinione pubblica, ci risulterà più facile far arrivare il nostro pensiero a chi ha il diritto-dovere di sapere.

Commenta un’alunna: “-Socrate, grande maestro di vita, ci ha insegnato che gli ideali e il credo non si abbandonano mai nella vita, anche a  costo di “morire”. E come non credere al pensiero platonico che il filosofo per tutta la vita ha ricercato: lo STATO IDEALE.

Ma dov’è questo stato ideale?E’ lo stato dei forti che vuole prevaricare i più deboli, è lo stato che non garantisce pari opportunità, è lo stato che a dispetto delle tante protesta del mondo della cultura ha “messo i paraocchi”?

Se è questo lo stato ideale, come non l’ha mai trovato Platone, forse non lo troveremo mai neanche noi (ma abbiamo il dovere di crederci)”.

Secondo un’altra alunna: -“Il futuro è nelle mani della nostra generazione e noi giovani vogliamo credere in un futuro migliore, nel quale ci possa essere uno stato che garantisca a tutti lo stesso percorso formativo, uno stato che possa abbattere le barriere tra “nord e sud”, tra le famiglie danarose e meno”.

La cultura non è solo quella dei banchi di scuola, ma la vera cultura è quella della vita che apre gli orizzonti ad uno scenario più vasto; questa è la cultura che non deve privare i docenti della libertà di insegnamento, e che non deve soffocare in noi giovani la libertà di pensiero, di parola,… e di azione.

Secondo tutti:-“ La nostra scuola ideale è ben diversa da quella della Moratti: la “nostra” scuola è quella in cui tutti, di qualsiasi nazionalità, di qualsiasi reddito, di qualsiasi religione, possano crescere, acculturarsi, imparare …………”  

Bilancio di un’occupazione

I rappresentanti dell’assemblea studentesca ci raccontano gli eventi della protesta.

Caposele: 23 novembre 2002. 

L’occupazione volge al termine, ma non le proteste.

I rappresentanti degli alunni, portavoce della maggior parte degli studenti, tracciano il bilancio.

È stata un’esperienza positiva, che ci ha aiutato a crescere e che porteremo nel nostro bagaglio culturale.” - commentano i due presidenti dell’assemblea studentesca Romeo Nesta e Giuseppe Cifrodelli –  Non riteniamo questi giorni sprecati. Sono stati dieci giorni di scuola alternativa. Ci siamo organizzati in gruppi di lavoro e ricerca, atti a studiare la RIFORMA MORATTI. Abbiamo le idee chiare in merito a come continuare ad opporci a queste ingiustizie intraprendendo nuove forme di protesta, che intenderanno mantenere la stessa determinazione. Porteremo tra i banchi di scuola la discussione e parteciperemo alle future manifestazioni che si terranno (n.d.r. Roma 6 Dicembre). Abbiamo cercato di sensibilizzare la cittadinanza tutta attraverso volantini, documenti e articoli giornalistici.”

“Le varie discussioni che si sono aperte nel paese” – aggiungono i due portavoce – “ci inducono a pensare che il problema sia stato recepito e quindi parte della popolazione sensibilizzata.” 

Molto democraticamente i ragazzi hanno deciso di lasciare un piano dell’istituto, quello inferiore, a disposizione degli studenti che erano contrari a questo tipo di protesta. Il numero esiguo (25 su 150) ha svolto regolarmente le lezioni giornaliere

"Oggi sarà svolta una manifestazione pacifica" -riprendono - nella quale saranno ricordati anche i caduti del tragico terremoto del 1980. Noi giovani vogliamo un mondo migliore, dove libertà e uguaglianza siano uguali per tutti."

Con queste belle parole concludo invitandovi semplicemente a sostenere questi ragazzi che non chiedono altro che vivere un insegnamento competente, adeguato e sereno.

Donato Gervasio