La beffa del secolo!

26 maggio 2005

Le immagini si rincorrono rapide nella testa di noi milanisti il giorno dopo la più grande delusione della storia rossonera. Tentiamo di portarci con la mente alle emozioni provate in quell'intervallo tra primo e secondo tempo in cui tutti ci siamo già sentiti, stralegittimamente, campioni d'europa. Quella serenità provata solo dopo il primo tempo di Milan - Steaua, 16 anni fa, la leggerezza di aver vinto una coppa già dopo i primi 45 minuti. All'epoca la ripresa era iniziata con Van Basten che l'aveva messa dentro dopo 40 secondi. Stavolta il portiere del Liverpool, che sia maledetto, ha negato il quarto timbro ad un Milan fino a quel momento fantasmagorico, con una prodezza su una perfetta punizione di Sheva. Il povero Sheva, probabilmente l'attaccante più freddo della storia del Milan, il fuoriclasse di ghiaccio che non sbaglia mai nelle grandi gare, stavolta è stato vittima di una fattura commissionata da quei 40.000 ubriaconi gonfi di birra con la maglia rossa. Si è visto annullare un gol regolare, così come a Manchester due anni fa, si è visto respingere un tiro da un difensore sulla linea di porta, si è visto parare una punizione violenta e precisa il cui destino era di finire in fondo alla rete, si è visto respingere un colpo di testa perfetto per elevazione, potenza e precisione e poi, e qui andiamo nel paranormale, si è visto spuntare dal nulla la mano di un Dudek ormai in ginocchio sulla ribattuta a colpo sicuro. È un dettaglio che abbia sbagliato pure il penalty, per il Milan la partita si è chiusa al termine dei supplementari.

Solo il calcio, questo pazzo sport che abbiamo scelto da piccoli, è capace di concentrare in poche ore tutte le emozioni che un essere umano è in grado di provare: paura, tensione, gioia, delusione. Si può passare dall'esultanza più esagerata ad una cocente delusione nel brevissimo lasso di tempo che la palla impiega per rotolare in rete. Che dire di questo Milan - Liverpool, la più pazza e avvincente finale della storia della coppa dei campioni?  E' successo di tutto. Il gol più veloce della storia, ormai cinquantenaria, delle finali, segnata da un "giovane difensore" di 37 anni sedici anni dopo la sua prima finale. Solo Dida e Dudek tra i giocatori in campo avevano meno probabilità di segnare...troppa grazia per noi milanisti, la strada è già spianata..il solito culo di Ancellotti si dirà! 

Il Milan, forte del vantaggio,  ha ricamato calcio per tutto il primo tempo, danzando sulle punte del suo giovane condottiero brasiliano, padrone assoluto del centrocampo ed in grado di regalare numeri a ripetizione. Kakà ha mandato in gol Sheva ma purtroppo è stato l'inizio della macumba sul povero ucraino che si è visto annullare la rete, unico giocatore della storia del calcio a vedersi annullare due gol regolari in due diverse finali di champions. Ma il Milan del primo tempo è stato un Milan troppo più forte pure della malasorte arbitrale, una costante in questo finale di stagione, ed ha tramortito gli spauriti giovanottoni in canotta rossa piazzando i due colpi del k.o. sul finire del primo tempo con l'implacabile Hernan. Sono passati 45 minuti e la coppa era già virtualmente in via Turati, sua residenza naturale. Del Liverpool nessuna traccia i suoi quarantimila tifosi erano ammutolati. Nulla lasciava prevedere un tracollo, la statistica in particolare era amica del Milan perchè nessuna squadra si è mai fatta rimontare tre reti in una finale di coppa campioni ed una sola volta (Benfica - Real 5-3 del 1962) ha vinto una squadra che era sotto di due gol mentre da allora (1962) nessuna squadra ha perso la coppa segnando più di un gol. Tre a zero e nessuna traccia dell'avversario. Solo la scaramanzia ci ha impedito di metterci in macchina, esporre le bandiere e consumare i clacson per le vie di Caposele. Al minuto 52 Dudek ha compiuto una prodezza su una perfetta punizione di Sheva evitando il possibile 4-0. Otto minuti dopo il risultato era Milan 3 Liverpool 3. Che dire a proposito? Cosa pensare? I gol sono stati il risultato dell'enorme pressione degli inglesi? Macchè! La difesa è andata in bambola? Neanche questo? Come è potuto succedere allora che una delle migliori difese del mondo, contro uno degli attacchi più spuntati de'Europa abbia preso tre gol in sei minuti? Mai come questa volta il luogo comune più comune dello sport più comune del pianetà è la risposta più ovvia: la palla è rotonda! La sfera è maledettamente, irrimediabilmente rotonda. Come si poteva evitare che il capitano Steven Gerrard sfidando le leggi della gravità restasse a mezz'aria per un eternità incornando con maestria, come solo un britannico sa fare, da una posizione svantaggiosa e la mettesse proprio là dove Dida non poteva arrivare? E chi poteva impedire che Smicer calciasse alla disperata da 25 metri tra una selva di gambe e azzeccasse l'angolino basso? I primi due gol del Liverpool non li dimenticheremo mai noi poveri milanisti, mai nella vita. E' lì che il Milan si è imbambolato per qualche minuto, è passato da una coppa già vinta ad una coppa da difendere con i denti stretti. Purtroppo tra le innumerevoli qualità di questa squadra forse è la vocazione al sacrificio a mancare, cosa normale in chi dalla natura ha avuto il dono della tecnica sopraffina. Ed è stato proprio l'unico rossonero votato al sacrificio, il gladiatore Gattuso, ad immolarsi alla causa stendendo lo scatenato capitano dei reds sperando nel miracolo di Dida. E il gattone brasiliano non si è fatto pregare, ha parato da campione il calcio di rigore di Alonso, forse uno dei rigori meglio parati nella storia del calcio. Ma la fortuna è un po' che ha dismesso la divisa rossonera e quella caspita di palla rotonda è rimasta a ballonzolare nei pressi della porta e Alonso non si è fatto pregare, buttandolo dentro e facendo sprofondare il Milan in un incubo. 

A quel punto tutti abbiamo pensato ad un Milan ferito ed un Liverpool che avrebbe volato sulle ali dell'entusiasmo. Ed invece no. Perchè il Milan di Istanbul è stato un Milan vero, un Milan all'altezza del Milan di Madrid del 69 (Milan - Ajax 4-1) di Barcellona (Milan - Steaua 4-0) e di Atene (Milan - Barcellona 4-0), una squadra degna erede di una tradizione che la vuole trionfatrice in Europa. Sono stati gli inglesi a sparire dal campo, a rintanarsi sperando nei rigori, consci del fatto che l'agguantato pareggio è stato solo un regalo del fato. Il rimpianto più grande è la constatazione di quanto i reds abbiano avuto paura, terrore del Milan per tutta la gara a differenza degli spavaldi olandesi del PSV. Altro popolo, altra mentalità calcistica. Il Milan ha avuto le sue occasioni per chiudere la gara nei 90' (salvataggio sulla linea su Sheva, colpo di testa sbilenco di Kakà da due passi) e poi nei supplementari. Le speranze di noi rossoneri si sono infrante contro la mano del miracolato Dudek che con la sua doppia prodezza sul povero Sheva a due minuti dalla fine ha, di fatto, consegnato la coppa ai suoi. Con 17,86 metri quadrati di porta spalancata davanti uno degli attaccanti più freddi del mondo è riuscito a colpire la mano del portiere. Non gliene faremo mai una colpa al nostro gioiello dell'est. E' stato lui che ci ha trascinato ad Istanbul, è stato lui che ci ha dato lo scudetto dello scorso anno, è stato lui il migliore in campo nella finale contro la Juve, è stato lui l'unica certezza del Milan negli ultimi 5 anni.

 I rigori erano persi in partenza, ben prima dei balletti del pagliaccio polacco sulla linea di porta (degno erede  del clown Grobbelar e dei suoi balletti  nei rigori di Roma - Liverpool, due portieri stranieri che dagli inglesi hanno preso solo le sterline, non certo lo spirito sportivo). 

E così sta coppa se n'è andata a Liverpool, beati loro che festeggeranno per giorni. Fa comunque bene al calcio quando vicono gli outsider. Chi avrebbe scommesso un euro sugli inglesi qualche mese fa? Non avevano una rosa stellare ma hanno dato il massimo in ogni gara, hanno ipnotizzato la Juve ed il Chelsea impedo loro di giocare. In finale hanno avuto il merito di crederci e quello di difendere con orgoglio il pari insperato. La fortuna è stata tutta dalla loro. Ma hanno avuto anche la fortuna di avere un giovane, eroico, capitano che ha giocato da solo contro una delle squadre più forti d'Europa, ha segnato un gol incredibile, si è procurato un rigore, ha rintuzzato poi per 60 minuti quasi tutti gli attacchi del Milan. La coppa ci è sfuggita, è una grande delusione ma l'abbiamo vinta tante volte, anche pochi anni fa, e siamo certi che la vinceremo ancora in futuro. E se è sfuggita a coloro che, per blasone e per tecnica, ne sono i legittimi proprietari, è giusto che al cielo la coppa con le orecchie l'abbia alzata Steven Gerrard, un calciatore degno della storia che quella coppa si porta dietro. E sin da ora sponsorizziamo la candidatura di Gerrard al pallone d'oro, se lo merita.

Ho scritto queste, che dovevano essere, poche righe forse per sbollire la delusione, che da milanista doc che sono, è davvero tanta. Il "mestiere" del tifoso è uno dei più ingrati. Se si ha la fortuna di fare il tifo per una grande squadra ogni tanto si vince qualcosa ma in ogni caso, nella maggior parte dei casi, c'è sempre ogni anno un momento in cui esci dalla coppa o perdi la possibilità di vincere il campionato. Quello che volgio dire è che i momenti di delusione sono sempre di gran lunga più numerosi delle vittorie. E questo vale anche per il Real Madrid, che ha vinto 9 coppe dei campioni ma una ventina di volte è stato ovviamente eliminato. E vale anche per il Brasile che ha vinto 5 campionati del mondo ma 11 volte è stato eliminato. E vale pure la Juventus dei 28 scudetti e dei 70 e passa campionati non vinti. E allora perché continuiamo a farci del male? Potevo io mettermi sulla traiettoria del tiro di Smicer ed impedire che arrivasse nell'angolino? Potevo io anticipare Sheva e mettere in fondo al sacco quella palla ballonzolante davanti ad una porta spalancata? (forse no perchè  sono passato alla storia per aver sbagliato un gol simile in quel di Monetmarano anni fa e me lo si rinfaccia periodicamente!). Questo è l'assurdo del tifo, usiamo il plurale per parlare della nostra squadra (noi del Milan vi faremo un c..o così!) ma in realtà dobbiamo stare davanti a uno schermo a sperare e sognare, salvo poi avere cocenti delusioni.

Alla fine della gara ho pensato di volermi "disintossicare" dal tifo e dedicarmi solo alle mie altre passioni. Amo il cinema è so che la massima delusione per un cinefilo può essere guardare un film che risulta molto più scarso di quanto il cast facesse prevedere. Ma certo, in quel caso, non è che non ci si dorme la notte! Così pure se i Perl Jam incidono un album di merda (anche se so che non potrà mai succedere).  Perchè continuarsi a farsi del male?

Sapete che vi dico? Io continuerò ad essere uno sfegatato milanista, andrò incontro a tante delusioni, lo so, lo dice il calcolo delle probabilità, ma non me ne frega un tubo. Una vittoria cancella anche venti anni di delusioni e la gioia che ne deriva e di gran lunga più intensa della delusione per la sconfitta, quella passa in pochi giorni. Qualcuno potrebbe obiettare che anche la gioia per la vittoria è evanescente ma io potrei anche rispondere che IO HO PRESO UNA FINALE DI COPPA E QUINDI DICO TUTTE LE FESSERIE CHE VOGLIO, NE HO IL DIRITTO!

E poi questa stagione mi ha immunizzato per qualsiasi altra stagione successiva. Cosa ci potrà mai più essere di più deludente di perdere uno scudetto in casa contro una Juve nettamente inferiore ed in maniera leggermente rocambolesca e di perdere una Coppa dei Campioni dopo essere stato tre a zero e dopo aver sbagliato 5-6 gol fatti di cui uno ad un minuto dalla fine? La mia vita di sfegatato tifoso rossonero è in discesa.

Ecco, alla fine ce l'ho fatta, ho trovato il lato positivo di questa grottesca vicenda calcistica!

J.H.

 

l'intervento di un altro milanista doc

27 maggio 2005

Caro J.H.
Ho letto il tuo “sfogo” è condivido fino all’ultima riga quello che hai espresso. Certo che una delusione come quella del 25. maggio c.a , in trent’anni di tifo per il Milan non l’avevo mai provata. Ero sicuro che se fossimo arrivati ai rigori la coppa l’avremmo persa. Perché la statistica ci insegna che ai rigori vince sempre la squadra meno forte dell’altra (eccezione Milan – Juventus di Manchester e Italia - Argentina mondiali ’90). Purtroppo, per chi fa il tifo per una squadra, che ogni anno lotta per vincere qualcosa, molto spesso, come hai detto tu, ti porta a subire delle “ mazzate” del genere. Ma vorrei spendere alcune parole per i nostri amici juventini. Durante l’anno hanno sempre sostenuto che il Milan è stato aiutato dalla buona sorte; in qualche circostanza lo è stato, ma non sono loro che possono fare la predica oppure permettersi il lusso di giudicare visto i loro “gloriosi passati”. Ma non voglio polemizzare. Voglio dire soltanto che se fortuna c’è stata, questa, è stata ripagata abbondantemente con la partita di ritorno di campionato fra Milan e Juventus (cito un solo episodio “fallo di Zambrotta su Cafù”). Quello che è successo la sera del 25 maggio è una fenomeno che va al di là dell’aspetto fortunato. È stato un evento che gli studiosi definiscono fenomeno paranormale. A nessuna squadra al mondo è mai capitata una cosa simile. Guardate, cari amici juventini, che perdere una finale così fa male; non l’auguro neanche al più agguerrito juventino della storia.

Purtroppo quest’anno rischiamo veramente di vincere meno dei cugini dell’Inter (cose strane del calcio) e, sinceramente non me frega niente se il Milan è la squadra attualmente più forte in Europa o nel Mondo. Io voglio vincere perché sono i numeri che nella storia contano. Non mi importa se il Milan ha partecipato alla decima finale, perché arrivare secondi, sia in coppa che in campionato non conta nulla. È la vittoria quella che conta. Nel calcio il principio l’importante e partecipare non vincere “ non esiste. Bisognare sempre arrivare prima degli altri ed il Milan, in questa stagione calcistica, è arrivato secondo su tutti i fronti. Speriamo nella prossima.

Un milanista doc come te