Cronaca di una passeggiata mattutina in montagna

ottobre 2004

E’ domenica mattina sono le 7,30 e mi trovo nel letto a girarmi e rigirarmi; non potendo più dormire, dato che la mia sveglia naturale non me lo consente, decido di alzarmi.
Durante il tragitto che mi porta a fare colazione, mi balza l’idea di andare a fare un giro in montagna, vista la prolungata assenza dalla stessa.


Verso le 9,00 arrivo alla “Castagneta”, decido di fermarmi per cercare qualche esemplare di porcino schivando lo sguardo dei raccoglitori di castagne; in lontananza intravedo alcune sagome in posizione eretta, presto maggior attenzione, sono altri cercatori di funghi.
Intento ancora nella mia ricerca arrivo ad un punto dove il mio campo visivo è ottimale, e pur non essendo osservato, riesco a vederli: uno di loro è tutto preso nella ricerca e con mia forte sorpresa e soprattutto rammarico ha come contenitore, per riporvi l’eventuale “bottino”, una busta di plastica!!! Cha mancanza di buon senso oltre che mancata conoscenza della legge in materia e anche del regolamento comunale!


Sbigottito da tale comportamento, mi dirigo verso l’automobile per proseguire il cammino. Per strada, lungo il pendio del burrone, la solita spazzatura che risalta in maniera vistosa; giunto quasi al “Cirasulo” incontro Tizio che tutto fiero torna dalla sua ottima raccolta di tartufi, oltre un chilo si vanta! (seconda violazione della giornata) Con i suoi cinque cani (terza violazione: la raccolta deve essere effettuata con l’ausilio di un solo cane).
Proseguo la marcia verso la Mauta; parcheggiato lungo la strada trovo fermo un trattore, spengo il motore dell’auto e su, lungo il costone della montagna, si sente a tutto spiano una motosega seguita di lì a poco dallo scricchiolio dei rami spezzati e dal tonfo di un albero caduto (quarta violazione).


Avviatomi di nuovo non percorro neppure 200 metri e mi trovo la strada sbarrata da un cancello con il filo spinato, proprio alle porte della Mauta, sicuramente messo da un pastore per non scomodarsi a sorvegliare il suo bestiame (quinta violazione).
Oltrepassata la barricata finalmente giungo al “baraccone” e qui la solita storia altri 5 cani da tartufo (sesta violazione) e la solita motosega (settima violazione). Non mi fermo e continuo questo ormai snervante giro: località “Arialonga”; eccola, ancora lì la poltrona che chissà quale imbecille ha portato (ma per sbarazzarsene non era meglio portarla davanti la casa del sindaco!?! Ottava violazione). 50 metri più in là altri tre alberi tagliati; nona violazione.


Arrivo a “Puddaru” scambio due chiacchiere con il pastore e in lontananza, volgendo lo sguardo verso la mia sinistra, vedo due auto ferme; senza che parlassi subito mi arriva la risposta: sono due cacciatori; ecco la top ten, penso tra me (decima violazione).
Ormai viviamo in un Comune anarchico dove tutti fanno ciò che vogliono in dispregio di tutte le regole a partire da chi ci amministra e di chi è addetto al controllo, alla vigilanza.
Il (poco) lavoro che questi svolgono sembra un optional e quel poco che svolgono lo fanno sembrare anche molto pesante, mentre gli Hobby vengono messi in primo piano con la conseguenza che un normale cittadino che si reca presso gli appositi uffici viene considerato solo come un fastidio.


Ma è giusto che i cittadini onesti che pagano le tasse e da cui questi ricevono lo stipendio vengano trattati in questo modo? Soprattutto questi guadagnano il “pane” in maniera esattamente opposta rispetto a chi è stato costretto ad emigrare da Caposele per trovare un lavoro.
Perché non rassegnare le dimissioni e permettere a qualche altro (emigrante o meno) di fare questo lavoro in maniera dignitosa, decorosa e con senso di attaccamento?
Ma poi l’amministrazione comunale non si lamenta dicendo che le casse sono vuote? Basta fare un giro su per i monti per scendere con un ricco “bottino” non di esemplari di porcini ma di moneta.
Per il rispetto dell’ambiente, dei cittadini onesti di Caposele e di tutti gli emigrati diciamo BASTA a questo modo barbaro di fare le cose.

(Il dibattito resta aperto a chiunque soprattutto agli gli emigranti per sentire la loro opinione).

 

L’0SSERVATORE

..........come sempre segue dibattito


Caspita....succedono davvero di queste cose brutte nelle nostre montagne? Addirittura c'è qualcuno che saccheggia i poveri tartufi e li raccoglie nientedimeno che con una busta di plastica? E che dire di chi si fa due "frasche" per accendere il fuoco? Scommetto che in primavera c'è addirittura chi recide i teneri asparagi, sottraendoli al grembo terreno che li ha custoditi con amore materno dalla loro nascita. Poveri asparagi, poveri porcini, poveri tartufi...ma non preoccupatevi ora c'è il vostro eroe a difendervi...l'OSSERVATORE MASCHERATO!

Pollice Verdognolo - 19 ottobre 2004

PER POLLICE VERDOGNOLO

L'Ossevatore non difende ma si gira solo intorno a guardare; chi deve difende sono altri.
Questa tua ironia mi lascia stupito.
Ma forse anche tu fai parte della schiera dei devastatori strafottenti!?!
Comunque prima di scrivere leggi bene l'articolo.

L'OSSERVATORE -1 novembre 2004