La vergogna di Caposele

 

  Caposele li, 13 Novembre 2001

Nel nostro paese il calcio e uno sport molto sentito, ho per lo meno lo era una volta, ed e per questo che nel lontano 1992 si senti il bisogno di dare a questo sport una casa, in poche parole fu deciso di costruire uno stadio. Questa decisione fu presa pero solo dopo che sul comune di Caposele arrivarono i finanziamenti  stanziati dalla F.I.G.C. per lo sviluppo del calcio nei piccoli comuni. Sono tanti gli errori che l’amministrazione di allora fece nel gestire questa somma di denaro, tanto per iniziare il posto in cui fu edificato lo stadio che a parere di tutta la popolazione fu  completamente sbagliato tranne a parere di poca gente che prima aveva terra e pietre e poi si trovo con ingenti somme di denaro. Facendo questa scelta subentrarono molti altri problemi che anno portato il costo dell’impianto da £. 1.500.000.000 circa a £. 3.000.000.000 circa. Quando all’epoca si incomincio a scavare per costruire lo stadio non si tenette conto che sotto quel terreno c’erano delle sorgenti non si accorsero che quel terreno era di tipo roccioso, e si sa che per scavare la pietra ci vogliono macchinari specifici e quindi il costo e superiore. Però il vero grande problema di questo impianto e il modo in cui e collegato al paese, per arrivarci bisogna salire per una strada stretta e piena di curve, e grazie a  questo e difficile arrivarci persino con una macchina, figuriamoci con un pulman. E non finisce qui, all’epoca a qualcuno venne la brillante idea di mettere nel rettangolo di gioco l’erbetta. D’accordo l’erbetta ci poteva pure stare pero si doveva anche mettere qualcuno che la curasse. In verità le amministrazione che si sono susseguite da allora fino ad oggi lo hanno fatto ma in modo non adatto alla situazione  cioè, i dipendenti comunali che hanno svolto il lavoro di custode non se ne sono fregati più di tanto, andavano li aprivano l’acqua e buonanotte.  L’erbetta non va curata cosi ma con ben altri metodi diversi da questo. E poi se tu mi metti l’erbetta devi pur pensare che quest’ultima prima o poi cresca e quindi la devi tagliare, ma loro questi problemi non se li sono posti e la conseguenze di tutto ciò le hanno pagate le persone che nel calcio credevano veramente (Vedi le due società sportive di Caposele che per anni sono state costrette a giocare su campi di altri paesi pagando). Basti pensare che successivamente fu approvata dal Consiglio Comunale una variante che permetteva di installare su quel “fantastico” stadio anche l’impianto delle luci, un impianto veramente all’altezza di uno stadio cosi, peccato che fu dimenticato un piccolo particolare e cioè quello di portare la corrente necessaria al suo funzionamento. Io sinceramente non so perché queste cose siano state fatte ma so soltanto che con il passare degli anni quella struttura che doveva essere il fiore all’occhiello di Caposele e diventato motivo di sfottò da parte di tutti i paesi confinanti e non solo. Questo fatto e triste per noi giovani perché bastava poco per poter avere un impianto sportivo come si deve(Vedi partita del cuore 5 Agosto 2001).

  LUCE AMICA

 


 

Dopo più di tre mesi finalmente è arrivato uno che ha il coraggio di misurarsi con il polemico LUCE AMICA. Penso che da oggi ne vedremo delle belle tra i due.

 

 Caposele 26/02/2002

Intervengo, anche in questo dibattito, con imperdonabile ritardo (ahimè!). Ma certe cose suscitano in me reazioni che non posso reprimere.

 Innanzi tutto noto che nessuno ha risposto a Luce Amica. Forse per la paura di doversi misurare con i suoi errori, di sintassi, di forma, di ortografia ecc. ecc. Noto inoltre che Luce Amica rappresenta la maggior parte di quelle persone che ragionano secondo luoghi comuni e congetture (che finiscono col credersi vere). Parla di posti migliori in cui collocare il campo sportivo. Quali? Caposele è un paese che presenta una difficile morfologia, non è facile trovare uno spazio per impiantare uno stadio. Il polo scolastico, ad esempio, presenta analoghi problemi. A parte ciò bisognerebbe conoscere bene tutto ciò che gravitava attorno al progetto campo sportivo. Infatti, c’era in progetto una strada che avrebbe collegato l’impianto sportivo di Palmenta con la piscina e quindi col resto della civiltà. Ma si sa  come vanno queste cose: i soldi finiscono e il resto va da se. 

Ma io credo che il problema sia un altro: adesso lo stadio c’è, perché non si fa qualcosa per renderlo funzionante? Perché le due società sportive non hanno fatto nulla a tal proposito? Perché Luce Amica non si organizza con delle altre persone e prendono, così, in gestione l’impianto (che non è solo campo di calcio)? Perché non si pensa ad esso come una potenziale fonte di guadagno? E’ questo che tutti dovrebbero pensare. Facciamo qualcosa per questo nostro benedetto assurdo bel paese. Non restiamo a criticare in maniera passiva tutto ciò che ci circonda. Facciamo qualcosa per Caposele, ne ha davvero bisogno.

Don Pedro de Castro y Figueroa


 

 

La controreplica di LUCEAMICA

Caposele, 4 marzo 2002

Finalmente dopo tanto tempo una persona ha risposto alla mia polemica, sinceramente però, speravo che rispondesse qualcuno un po' più intelligente, ma!!!!!!. Non nascondo che non sono bravo con l'italiano ma il mio messaggio lanciato 3 mesi fa non era una lezione d'italiano come, secondo me, ha capito il Signor Don Pedro de Castro y Figueroa, bensì era un messaggio relativo ad un problema che purtroppo abbiamo a Caposele. 

Nella sua lettera Don Pedro ha scritto veramente tante belle cose, parla di "difficile morfologia", di progetti non andati in porto per problemi di denaro. Caro Don Pedro si sa solo quello che si vuol sapere, purtroppo questo è un difetto di noi tutti, comunque mi sembra strano che una persona come Lei molto informata(da quanto ho potuto capire) sui fatti inerenti Caposele, non sappia che c'erano altre due zone su cui si poteva edificare un campo sportivo. Forse lo sa però non lo ha voluto dire, altrimenti si sarebbe contraddetto nella sempre e ugualmente bellissima lettera con cui mi ha risposto. O non l'ha potuto dire perchè, altrimenti, anche Lei, sarebbe entrato a far parte di "quelle persone che ragionano secondo luoghi comuni e congetture"?. Poi per quanto riguarda quel fantomatico progetto che avrebbe dovuto collegare lo Stadio alla piscina, Lei caro Don Pedro sa anche che quei soldi non e che sono finiti ma sono spariti che è totalmente differente. Secondo Lei il problema adesso non sarebbe il luogo dove è stato costruito il campo sportivo ma il fatto che non c'è nessuno che lo costudisca. Io vorrei prendere in custodia il campo sportivo, vorrei sfuttare" la potenziale fonte di guadagno" ma, come Lei ben sà, questo non mi è possibile perchè il comune di Caposele ha gia molti impiegati. Allora io mi chiedo, ma devo essere io (o qualcun'altro) a saper sfruttare tutto ciò, o devono essere le persone competenti. Poi non e vero che le due società non hanno fatto nulla, Generoso e i suoi dirigenti e calciatori sono stati due giorni a tagliare erba, io ed altre persone sotto la neve abbiamo sistemato la retina dietro le porti. 

Lei mio caro amico parla di fare qualcosa per questo paese perché ne ha davvero bisogno ma non pensa, che voci come la mia, la sua, e quella di qualcun'altro, non servono a niente se lassù i "padroni" vogliono così?????? Forse adesso sto esagerando non vorrei metterla troppo in "difficoltà", per questo la saluto e non pensi troppo a quello che si può fare per Caposele tanto c'è qualcuno che deciderà anche per Lei.


La replica alla controreplica (sta diventando una soap!)

Caposele 07/03/2002

Anch’io sono contento di questo dibattito. Dimostra che c’è democrazia e che per questo tutti possono dire tutto. Non ci sono, come tu, Luceamica, dici, né un regime né padroni. Non sono contento, però, di ciò che dici. Innanzi tutto avrei da ridire sul tuo concetto d’intelligenza. Io non mi permetto di dire che sei poco intelligente, mi limito a dire che ignori le più banali regole grammaticali e sintattiche. Non è una mia opinione, è un dato di fatto. Quindi Luceamica, non accusare me di poca intelligenza, sono pronto a misurarmi… Detto ciò cercherò di rispondere alla tua risposta. Che Caposele abbia una difficile morfologia è palese quanto i tuoi errori. Le due potenziali zone edificabili, in realtà, non si sono rivelate edificabili. Questo perché si trovavano su terreni di tipo franoso. A Caposele, tu non lo sai, ma c’è anche il problema geologico: c’è tanta acqua presente nel sottosuolo. Inoltre vorrei consigliarti una cosa: poiché conosci tanti retroscena denunciali alle autorità! Infatti, nel tuo ultimo articolo, denunci la scomparsa di cospicui fondi. E’ un fatto molto grave e, al tempo stesso, serio. Oppure è solo una tua opinione, frutto di false congetture e di luoghi comuni. In questo caso abbi almeno il buon senso di tacere. Nel mio articolo ho affermato che, allo stato attuale, il problema non è il luogo dove è situato il campo sportivo, bensì lo stato d’abbandono in cui si trova. Lo riaffermo, e dico pure che è vero che il Comune ha tanti e troppi impiegati. Ma è vero pure che nel caso del campo sportivo gli impiegati non c’entrano più di tanto. Fai bene a ricordare che le due società qualcosa hanno fatto, ma io non mi riferivo al taglio dell’erbetta o alla messa a posto della recinzione (che pure sono cose importanti). Mi riferivo alla gestione dell’intero impianto sportivo. Perché anch’esso potenzialmente è una fonte di guadagno e di occupazione (che nel nostro paese mancano). E’ vero che è difficile raggiungere un obiettivo del genere, ma tentativi seri in questo senso non ne sono mai stati fatti. L’ideale sarebbe una società che ripristini le normali condizioni dell’impianto (s’intende che debba essere aiutata economicamente dall’amministrazione), e che, in un secondo momento, lo gestisca e lo curi. Guadagnando su eventuali squadre che lo usino come campo domenicale, su saltuari giocatori di tennis (che ci sono!), su meno saltuari giocatori di calcetto (che sono costretti ad andare fuori!), su eventuali squadre che vengano in ritiro estivo (il paese è in grado d’ospitarle!) … Questo è quello che credo. Credo pure che sia difficile fare ciò, ma il mio messaggio non vuole essere una critica ma uno sprone. In alternativa si può, come fa Luceamica, imprecare contro il governo del paese, contro le sue strutture ed andare in giro in macchina a non fare un cazzo. Alla storia l’ardua sentenza...

Don Pedro de Castro y Figueroa
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