DEPRESSIONE POST-MONDIALE!

2 Luglio 2002

Alle ore 22 e 27 di Yokohama (15 e 27 da noi) Cafù si è accertato della  tenuta del piedistallo su cui era stata momentaneamente poggiata la Coppa FIFA. Sembrava che potesse reggere il peso dei suoi  70 e passa chili. Intanto Blatter lo osservava con timore, senza riuscire a capire che stesse cercando di fare, ma visibilmente turbato dal possibile sconvolgimento del cerimoniale. il ragioniere svizzero teneva tra le mani il prezioso trofeo così come si regge una busta di patate, senza nessun rispetto per la sacralità dell’oggetto. Non penso che Blatter appartenga a quei 2 miliardi di persone che da bambini e da ragazzi sognavano di baciare il globo d’oro che sovrasta la coppa, forse già da piccolo sognava di dirigere una Banca (o di svaligiarla!). Quando Cafù è balzato sul piedistallo il presidente della FIFA è rimasto a bocca aperta ed il suo cerimoniale è andato a farsi benedire. 

Fermo immagine. E’ questo il fotogramma simbolo di questo mondiale. L’atleta con le braccia alzate in segno di trionfo, pronto a ricevere gli onori che un popolo intero gli riserverà e il ragioniere delle Federazione Internazionale due metri più in basso, talmente fuori posto da sembrare aggiunto con qualche fotoritocco o effetto digitale. Grazie al cielo il mondiale degli scandali e dei presunti complotti si è chiuso con una grande festa dello sport puro. Alla faccia di Blatter e della sua cricca di gente che poco ha a che spartire con l’amore per il calcio. Hanno vinto i più forti, senza ombra di dubbio. Hanno vinto quelli che carezzano la sfera di cuoio, quelli che non sanno neppure cos’è il fallo tattico, quelli che per far passare il tempo non buttano la palla in tribuna ma semplicemente non la fanno vedere agli avversari (andate a rivedervi i finali di gara con Inghilterra e Turchia). Onore dunque ai campioni del mondo, ai cinque volte campioni del mondo che hanno onorato il calcio con le loro finezze tecniche ed hanno avuto anche il merito e l’umiltà di applicarsi nella fase difensiva così come mai avevano fatto in passato. Complimenti anche ai tedeschi che hanno legittimato il secondo posto  con una splendida prestazione in finale e se ci fosse scappato il golletto durante il quasi assedio del primo tempo forse ora staremmo raccontando di un’altra squadra campione.

Ora si apre quel lungo periodo d’attesa quadriennale che sembra non passare mai. Si è vero, fra due anni ci sono gli europei ma non c’è paragone col fascino della coppa del mondo. Per quanto la stampa e la TV, stavolta ancora più nazionalpopolari del solito, abbiano cercato di gettare ombre di complotti  sul campionato o quantomeno cercato di sminuirlo con asserzione del tipo “si gioca male”, "non ci sono più i fuoriclasse di una volta”, nonostante il menefreghismo dimostrato dopo l’uscita della nostra nazionale, questo mondiale è stato comunque spettacolare ed ha tenuto incollati allo schermo miliardi di persone. Le emozioni non sono mancate e voglio andare controcorrente dicendo che probabilmente questo è stato il mondiale in cui si è visto il più bel gioco da vent’anni a questa parte.

Quello che è mancato probabilmente sono stati soltanto gli scontri diretti tra grandi nazionali e qui vorrei ritornare un po’ al discorso dello svizzerotto capo della FIFA. Ma che criteri ha usato per fare i gironi ed il tabellone eliminatorio? Com’è possibile che sia stato composto un raggruppamento tipo quello dell’Argentina (che si sarebbe qualificata in qualsiasi altro girone)  o della stessa Francia (per quanto mi siano antipatici i francesi di solito i campioni del mondo sono trattati con più riguardo)?  Se si fosse qualificata la Francia agli ottavi avrebbe incontrato una tra Inghilterra e Argentina! E poi in base a cosa ha dato l’organizzazione a due paesi, peraltro digiuni calcisticamente? Quando Corea e Giappone, abituate a stare in quarta fascia, devono per forza essere teste di serie è normale che il discorso sportivo vada a farsi benedire. Un altro appunto che devo fare all’organizzazione e il fatto di aver iniziato il 31 maggio, cioè due settimane dopo la fine della stagione (mediamente). Il fatto che le piccole nazionali, soprattutto i padroni di casa, abbiano fatto bella figura ben oltre le proprie possibilità dipende molto da questo fattore.

Basta! Mi sono scocciato di essere diplomatico come se stessi facendo l’editoriale sulla Gazzetta. La verità è che per la quinta volta consecutiva (dall’86) mi è venuta voglia di andar a strappare la coppa dalle mani del capitano di turno che ha avuto l’onore di alzarla. L’invidia mi ha fatto quasi perdere il senno. Cafù, Dechampes, Dunga, Matthaus, Maradona, non ce la faccio più ! E’ bello il mondiale ma sono vent’anni che ho voglia della festa post-trionfo, della sfilata, di consumare il clacson di buttarmi nella fontana per festeggiare. E poi capita il giorno dopo la finale che ti fanno vedere al telegiornale quelle immagini della gente in festa,  a Buenos Aires, a Monaco, a Rio a Parigi…..e abbiate un po’ di rispetto!

Dell’Italia non voglio nemmeno parlare voglio solo sperare che in terra Tedesca fra quattro anni ci sarà il capitano azzurro sul piedistallo ed io non dovrò maledire quei milioni di persone che fanno festa da qualche altra parte del mondo.

J.H.

 

I commenti alle gare dll'Italia

ITALIA - EQUADOR

ITALIA - MESSICO

ITALIA - COREA DEL SUD

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