Una cosa che funziona: la piscina comunale.

 

Dalle ultime ricerche condotte dai nostri addetti risulta che il 34,2% dei visitatori  di CAPOSELEONLINE è rappresentato da nostri concittadini che non risiedono nel  paese. La notizia mi ha un po’ sconcertato. Chi visita il sito e abita a Caposele ha la piena coscienza dei fatti e fatterelli che raccontiamo, sa benissimo se si tratta di bufale o notizie vere, se facciamo sul serio (quasi mai) o se diciamo stronzate (quasi sempre!). Ma che idea si fa del nostro paese il Caposelese non residente? Il ritrovamento di bombe, il municipio che perde i pezzi, il calcio che è morto, la polemica di Luce Amica sul campo sportivo, il Liceo contestato da tutti…… ma in questo caspita di paese che succede? C’è qualcosa che funziona? Il povero concittadino rimane allibito e ogni residua ipotesi di un ritorno nella terra d’origine viene miseramente a crollare. Quindi per essere un po’ più obiettivi parliamo di una cosa che funziona, una struttura che attirare centinaia e centinaia di persone dai paesi vicini. No non è il santuario. Quello ne attira centinaia di migliaia e quasi tutti dalla Puglia! Stiamo ovviamente parlando della piscina comunale.

Il fatto che Caposele abbia una struttura del genere e soprattutto il fatto che tale struttura  sia sfruttata in pieno e gestita ottimamente rappresenta un’anomalia nella storia locale (povero caposelese lontano, quante ne deve sentire sul suo amato paese). Non possiamo che complimentarci con la società Ambrosiano Nuoto che da una decina d’anni gestisce l’impianto. Ma facciamo un piccolo passo indietro e cerchiamo di capire come mai Caposele si ritrova un impianto del genere.

Ovviamente mi rivolgo al solito caposelese non residente, nonché ai concittadini che non ricordano i fatti e a quelli che non erano ancora nati (come il nostro carissimo condirettore)

Nell’immediato dopo-terremoto, quando camion interi di soldi venivano scaricati nel paese (ero bambino magari i miei ricordi sono un po’ distorti…) a un certo punto il comune di Sindaco di Milano disse:” invece di mandarvi vestiti, lavatrici, tende, roulottes, simmenthal e i soliti milioni abbiamo deciso di donarvi una struttura che sia utile a tutta la comunità. Vi regaliamo una bella piscina olimpica!”. Mezzo paese, abilmente aizzato da una certa parte politica di cui non ricordo il nome, insorse. “CI SONO ANCORA LE MACERIE E QUESTI FANNO UNA PISCINA PER SCIACQUARSI LE …….” Era una frase ricorrente nei discorsi da bar. Non era lecito pensare al futuro in quegli anni, tutti volevano le case e i vicoli di una volta e a nessuno veniva in mente che magari una struttura del genere poteva essere il primo passo verso un paese migliore e moderno. Non si poteva sognare in quegli anni!

La piscina fu terminata in poco tempo ma l’idea di aprirla fu accantonata per non peggiorare l’umore della cittadinanza. Gli anni passavano e quella magnifica struttura rimaneva chiusa, senz’acqua nel paese dell’acqua, “ennesimo monumento allo spreco e alla cattiva amministrazione” dicevano i malpensanti, “un’altra occasione sprecata” pensavano i più buoni.

Finalmente, nell’estate dell’87’, le porte della piscina a rapirono. Come d’uso nel costume locale i primi a frasi il bagno furono dei ragazzini che si infilarono furtivamente dalla finestra nelle settimane precedenti l’apertura…spero che qualcuno di loro si metta in contatto con noi per raccontarci quell’ esperienza!

Comunque, per farla breve, sta caspita di piscina aprì, tutti contenti e felici, tutti impararono a nuotare a Caposele, ma ancora pochi avevano impararlo a gestire una struttura del genere. Morale della favola: due anni dopo l’associazione che aveva preso in gestione l’impianto dichiarò bancarotta (ovviamente esagero) e la piscina richiuse i battenti. Fu allora che subentrò l’attuale gestione che riuscì a far quadrare i bilanci. Da allora i corsi di nuoto si svolgono regolarmente, così come l’attività agonistica che ha portato a numerosi successi nazionali nelle categorie giovanili del nuoto pinnato. Gli iscritti aumentano di anno in anno e sono tantissimi quelli che non riescono  trovare un posto libero per frequentare i corsi. Basti pensare che quest’anno le iscrizioni sono state chiuse due giorni dopo la data iniziale per “raggiunto numero massimo”. Non possiamo che complimentarci con il Centro Nuoto Caposele per il piglio manageriale  con cui è riuscito a gestire ottimamente l’impianto facendo masticare amare chi diceva che Caposele non poteva permettersi una struttura del genere. Il solito caposelese da bar potrebbe dire “EH GRAZIE! CON I SOLDI CHE INCASSANO CON LE ISCRIZIONI AI CORSI NE POTREBBERO FAR FUNZIONARE DUE DI PISCINE!” I soliti discorsi faciloni e privi di senso, le spese sono enormi e non dimentichiamo che il costo mensile dei corsi è invariato da almeno 7 anni (alla faccia dell’inflazione!) e nettamente inferiore a quello di altri impianti (pochi) simili della provincia. L’unico neo del Centro nuoto è quello di non essere riuscito ad assicurare un’apertura estiva e speriamo che a questo si provveda in futuro.  

A marzo è scaduto il contratto tra l’associazione e il comune ed entro settembre si dovrà provvedere alla gara d’appalto per i prossimi cinque anni. Come nostro solito saremo super partes e non lanceremo appelli per dare la piscina a questa o quella associazione (è quasi certo il centro Nuoto non sarà la sola associazione a concorrere). Ma una cosa la vagliamo dire: a chiunque verrà affidato l’impianto possiamo tranquillamente affermare che una gestione almeno pari a quella degli ultimi anni sarebbe ben accetta!

J.H.

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