Gelsomino Merola si riprende la corona della Stralaceno!

Il re della corsa coglie il suo quattordicesimo successo a ventuno anni dalla prima affermazione. Record di partecipanti per l'edizione 2011 e solito successo di pubblico per l’evento sportivo principe dell’estate caposelese.
Puntuale come le tarantelle di agosto ha avuto luogo il 26 agosto la ventitreesima edizione della Stralaceno. A metà strada tra un evento sportivo ed un appuntamento folkloristico, la corsa è di anno in anno più gradita ai caposelesi tanto che, oramai, ci sono più persone che vanno a Laceno per assistere o partecipare alla gara che per la consueta gita di Pasquetta.
Un’edizione storica quella di quest’anno e non tanto perché ha fatto registrare il record di iscritti (72!) ma perché è la decima che commento su questo sito ed il grande Gelsomino Merola ha pensato bene di tornare al successo, per guadagnarsi l’ennesimo titolo a caratteri cubitali. Ed io gliel’ho fatto volentieri! Perché questo nostro caro compaesano è un esempio di vero sportivo, un uomo che non molla mai, uno che ha capito che per ottenere risultati occorrono lavoro e sacrificio. Lo scorso anno era stato battuto per la prima volta in vent’anni sull’altopiano ed in molti avevano pensato all’inevitabile viale del tramonto sportivo. Ed invece il Merola ci ha dato dentro con gli allenamenti ed è tornato a trionfare, fermando il cronometro sullo stesso tempo realizzato venti anni fa! Passa il tempo ma la forma del plurivincitore della corsa non accenna a calare. È probabile che Gelsomino abbia trovato nuova linfa agonistica nel fatto che gli altri si stiano pian piano avvicinando alle sue performance. Credo che si sia goduto molto di più le ultime vittorie, ottenute con l’avversario diretto di turno giunto poche decine di metri dietro, che quelle degli anni novanta, quando avrebbe avuto il tempo di fare una doccia e ripresentarsi al traguardo in giacca e cravatta prima che giungesse il secondo classificato.
Quest’anno ha dovuto sudare per contenere l’attacco del nome nuovo del podismo d’elite caposelese, Giuseppe Cetrulo. I due sono stati appaiati fino al quarto chilometro quando l’outsider si è arreso all’irresistibile allungo dell’esperto plurivincitore preferendo gestire il crono fino all’arrivo. Giuseppe è giunto al traguardo con un tempo ti assoluto rispetto, 20.51, che ne fa il quinto Stralacenista di tutti i tempi. Dietro la coppia di testa la vera sorpresa della giornata il giovanissimo Rocco Monteverde, il temuto calciatore “polmonato” di turno che sorprende tutti gli esperti podisti. Rocco si è messo a seguire la coppia di testa sin dal primo chilometro e si è involato con leggerezza verso il gradino più basso del podio, facendo registrare un tempone di ventuno minuti netti che rappresenta la migliore prestazione “under 18” mai stabilita in gara. Partendo da questa constatazione vorrei suggerire agli efficientissimi ARS di istituire anche una categoria juniores per la corsa e, per incentivare la partecipazione, di renderla anche retrodata, di pubblicare cioè la classifica under 18 di ogni anno ed un elenco delle migliori prestazioni. Vabbè, passata la fase di suggerimento, constatato che vi ho raccontato del podio e non saprei proprio come analizzare la corsa di tutti gli altri 69 atleti, secondo una formula collaudata passo alle mie ormai arcinote citazioni di merito non prima di una doverosa considerazione.
È il decimo anno che pubblicò un resoconto di questa corsa e per la decima volta mi rendo conto di quanto sia difficile raccontare una corsa. Con una partita di calcio il discorso si fa molto più semplice: “…al diciottesimo minuto un cross sbilenco effettuato dall'ala sinistra, senza troppe pretese, trovava fortunosamente libero l'eroe di giornata ed il vecchio centravanti non può esimersi dal timbrare l'appuntamento con la storia...” un semplice esempio di come si possano usare tre righe per raccontare un rimpallo fortunoso. Ma della corsa che scrivi? “… dopo undici minuti il plurivincitore continuava ad incedere col suo passo determinato, poggiando con veemenza alternativamente il piede destro ed il sinistro sull'asfalto reso caldo da un mese di afa ed umido delle poche gocce di pioggia che avevano illuso gli atleti su una possibile rinfrescata!...”? La corsa è sport faticoso e poco incline ad i risultati a sorpresa ed assolutamente privo di improvvisi capovolgimenti di fronte. L’atleta parte, cerca di capire quanta benzina ha nel motore, la gestisce e poi dà il meglio nel finale, cercando di spremere tutta l’energia che gli rimane in corpo. E’ sport nobilissimo, per carità, ma, e qui vogliano scusarmi tutti gli appassionati di sport individuali senza palle (inteso come attrezzo di gioco, sia chiaro!), in questo tipo di attività sportiva c’è ben poco da divertirsi, sia per i praticanti che, soprattutto, per gli spettatori e c’è anche poco da raccontare per il cronista, soprattutto quando quest’ultimo ha a sua volta partecipato alla gara e non ha ancora visionato il DVD della manifestazione e quindi si deve arrampicare sugli specchi per raccontare ciò che non ha visto né in diretta e né in differita! Vabbè, passiamo alle citazioni di merito che è quasi ora!
Ho già detto del podio quindi in primis glorifichiamo l’immediato sotto-podio con il quarto posto di Donato Ceres il quale, considerando che quest’estate ha affrontato un matrimonio ed un serio infortunio, ha compiuto una vera impresa nel confermarsi su livelli eccelsi. A seguire il sempre ottimo ed in miglioramento costante Salvatore Merola, al suo settimo record personale consecutivo (un record di miglioramenti consecutivi che Salvatore condivide con il sottoscritto, solo che lui arriva tre minuti prima!) un podista che si allena con metodo e costanza ed io lancio qui la mia previsione su una sua vittoria nei prossimi anni. Grandissima gara per Alessandro Russomanno che ha fatto un grande record personale quando ormai tutti pensavano che la fase di miglioramento fosse terminata da un paio di anni. Una grande sorpresa di giornata è stata la grande prova di Alfonso Malanga, settimo classificato, che i bookmakers della vigilia non avevano assolutamente considerato come un probabile tra i primi dieci. Scorrendo ancora la classifica inizio a vedere i pochi podisti la cui corsa ho potuto seguire in diretta. Ho potuto apprezzare in gara, ad esempio, il passo regolarissimo di Thomas Cibellis, che non ha di certo esperienza podistica ma è comunque un grande sportivo ed ha capito già dalle prime centinaia di metri quale sarebbe dovuta essere l’andatura sostenibile per tutti i cinque chilometri e mezzo della corsa , migliorando di venti secondi il suo vecchio personale. Grande gara anche per Donatello Cirillo che si conferma per il quarto anno consecutivo sotto i ventiquattro minuti e non ha ottenuto il personale solo per le avverse condizioni meteo (tra folate di vento ed afa credo che ogni partecipante abbia perso almeno una quindicina di secondi).
E veniamo a questo Gerardo Notaro, grandissimo atleta classificatosi al quindicesimo posto, questo non più giovanissimo che corre la Stralaceno sempre con la maglia dell’Olanda, che quest’estate si è allenato duramente per abbattere lo storico muro dei 24 minuti e finalmente ce l’ha fatta. Che dire? I miei sentimenti sono in realtà contrastanti. Se da un lato sono ultrafelice di essere sceso sotto i ventiquattro minuti, e non potete immaginare la gioia che ho provato quando nel tagliare il traguardo ho sentito il cronomen dire “ventitré e…”, dall’altro non posso nascondere un pizzico di delusione per le avverse condizioni meteo e le non perfette condizioni fisiche che mi hanno impedito di conseguire un risultato ancora più clamoroso (diciamo che potevo scendere di un’altra ventina di secondi). In allenamento avevo fatto due secondi meglio di quanto poi ho fatto in gara e questo lasciava presagire un tempo ancora migliore, ma quando si fa sport si deve accettare anche la probabilità che non tutto vada per il verso giusto, non si può sperare sempre nelle condizioni ideali perché nello sport, come nella vita, le condizioni ideali sono una rarità, sono l’eccezione più che la regola. Ok questo è il mio sito e me la canto da solo come dico io però credo che per quanto riguarda le considerazioni su “me” podista possa anche bastare ed è meglio continuare a lodare gli altri. Ottima performance anche per Gerardo Grasso che quest’estate si è testardamente rimesso in forma ed ha partecipato di nuovo alla corsa dopo dieci anni migliorando il personale di più di due minuti. Il mio fratello senior Michele Notaro si è dimostrato affezionatissimo ai ventiquattro minuti e rotti. In sei partecipazioni ha infatti cinque volte fermato il cronometro in quel fatidico minuto ed è sempre più un vanto perché gli anni sono quasi “anta” e le ginocchia scricchiolano sempre di più. Tra l’altro quest’anno per la prima volta noi Notaro di Generoso abbiamo voluto regalare alla corsa la nostra prima partecipazione collettiva e sotto gli occhi di entrambi i genitori abbiamo decisamente ben figurato (certo dei tre chi è arrivato primo ha figurato un po’ di più però questi sono dettagli!). Al diciannovesimo posto è tornato prepotentemente sotto i venticinque minuti l’anima di questa corsa, il grande Nicola D’Auria. Qualcuno già lo dava per finito (e vi garantisco che l’età non è verdissima) ma credo che nei prossimi anni ne vedremo ancora delle belle.
Scorrendo ancora la classifica presente sull’ottimo e funzionalissimo sito ufficiale della Stralaceno noto che gli smiles sono sempre più rari (gli ARS usano quel simbolo per indicare chi ha fatto segnare il proprio record personale) e quindi mi soffermo sempre meno ma non posso esimermi dal complimentarmi con Gerardo del Malandrino, decisamente molto over 40, che ha iniziato a partecipare da pochi anni alla corsa ed è in miglioramento costante. Della partecipazione di noi tre Notaro ho già detto ma è giusto complimentarsi anche singolarmente con il minore, Roberto Notaro, che ha ottenuto un buon 25.27 correndo i due chilometri finali con una coscia dolorante e dopo un estate in cui voleva allenarsi ma non ha potuto causa acciacchi muscolari. Ed eccoci poi ad uno dei pochi stravincitori di giornata, il pluripartecipante Gino Amendola. Negli anni scorsi abbiamo sempre apprezzato la sua costanza di partecipazione ma gli abbiamo spesso rimproverato il fatto di arrivare sempre troppo fresco al traguardo, quel suo accontentarsi dell’immancabile ventisette e rotti. Quest’anno il Gino ha voluto sorprenderci tutti sfrecciando all’arrivo con un magico 26.02, un tempo finalmente degno della levatura sportiva del personaggio.
La gara femminile è stata vinta dalla giovanissima Lia Ceres, che ha stabilito la terza performance femminile all-time, mettendosi dietro in classifica pure un bel po’ di maschietti. A dieci anni dalle prime partecipazioni femminili alla gara il versante rosa della corsa stenta a decollare; poche partecipanti e, soprattutto, pochissimo allenamento. Questo è punto sul quale gli ottimi ARS dovrebbero lavorare nei prossimi anni, far diventare la corsa femminile non l’effimera passeggiata veloce di un pomeriggio di fine agosto ma un’attività da praticare con costanza perché fa bene e perché un po’ di agonismo non guasta. Fosse per me farei partire le donne cinque minuti prima dei maschi per vedere se qualcuna riesce a raccogliere la sfida di giungere prima al traguardo sfruttando quel margine. Potrebbe essere una bella sfida che farebbe passare alla storia l’eroina di turno! Vabbè, penso che la mia “insolitamente” troppo lunga analisi di questo fenomeno socio-sportivo che è la Stralaceno si avvii al termine. Come sempre sono doverosi, in conclusione, i complimenti agli ARS per l’organizzazione impeccabile dell’evento. Arrivederci al prossimo anno e buon allenamento (chi non è allenato è meglio che stia a casa!)
Jerry Notaro.
Cronaca delle ultime nove edizioni
| 2002 | 2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 | 2010 |
Foto "rubate" dal sito ufficiale degli A.R.S.
Per maggiori informazioni sulla gara, per statistiche e tutto il resto visitate il sito ufficiale della Stralaceno