Con il loro a sound aggressivo i Valerihana sono riusciti nell'impossibile: sdoganare il punk-rock a Caposele. Quattro ore di adrenalina pura e di sfrenato divertimento al Jerry Pub. Pubblico in delirio

A dispetto del loro nome soporifero i Valeriana sono riusciti a risvegliare l’anima punk-rock-alternativa di Caposele. Il miracolo di Pasqua si è manifestato al Jerry-Pub dove lo scatenato quintetto costituito dai fratelli Pasquale e Sandro Russomanno, Vittorio Nesta, Nicola Testa e Gerardo Monteverde, ha inebriato il pubblico con un repertorio di vecchio e nuovo punk, una scarica adrenalinica che ha contagiato tutti provocando quattro ore di pogo sfrenato. Scene che non vedevo da anni a Caposele, da quella breve parentesi grunge del 94 quando la musica alternativa sembrava aver fatto breccia anche da noi.

Il pubblico è stato protagonista insieme ai musicisti, c’era chi prendeva il microfono in mano mentre andavano i pezzi, chi saltava addosso ai chitarristi, chi prendeva la poca gente seduta per buttarla in pista a subire a giusta dose di spintoni a calpestate di piedi. Mi chiedo se dopo questa serata mitica si potrà continuare a dire che non si può suonare sto genere di musica a Caposele, che non lo si può fare in un locale, che il caposelese vuole musica tranquilla. Mi sembra che l’ottanta percento circa (almeno quelli che sono riuscito a contare dopo un paio di avana e coca!) fosse gente di Caposele e non fosse affatto gente “strana” come si tende ancora nel 2008 ad etichettare chi ama il punk e la sua naturale prosecuzione che è il rock-alternativo .

Spesso ci riesce comodo cercare di dividere le persone in ordinati gruppi sociali, in branchi omogenei. C’è chi pensa che quando si va ad ascoltare musica in un locale ci sono i tipi tranquilli, quelli che se ne stanno seduti a sorseggiare un drink poco alcolico mentre ascoltano un delicato piano-bar, e ci sono gli esagitati, che stringono un bicchiere di plastica in piedi e tracannano l’ennesimo cocktail pesantemente alcolico e saltano al ritmo di una band rumorosa. Ma la realtà è sempre molto più complicata di come vorremmo semplificarla.

Esiste un anima punk in ognuno di noi; qualcuno la fa respirare un po’ di più, la tiene coperta magari da una sottile t-shirt dei Ramones; qualche altro la tiene ben nascosta da una camicia ben stirata, un gilè di marca, una giacca firmata, stritolata da una cravatta di Armani. Ma quella parte selvaggia spinge sempre per uscire a prendere una boccata d’aria e grazie a gente come i Valerihana ci si può ritrovare di tanto in tanto con la giacca calpestata, il gilè lanciato in aria, la camicia sbottonata e la cravatta a bandana attorno alla fronte, sfrenandosi e spintonandosi con il resto dell’umanità.
Grazie di cuore VALERIHANA, continuate così!

J. N.
26 marzo 2008

Le foto le ho rubate su SelaCapo.net e vi invito a visitarlo per vederne almeno altre 100 relative alla mitica serata di Pasqua al Jerry Pub.